“Angelus Novus”

       ovvero: bisogno di Memoria    

La serata è una realizzazione del gruppo teatrale “Aulici Conversari”

prodotta nell’ambito delle iniziative della “Scuola di Dolonne” per il

2005, anno dei 60i anniversari legati 
alla fine della Seconda Guerra Mondiale
:

27 gennaio, Auschwitz;  25 aprile la Liberazione; 6 e 8 agosto, le prime Bombe Atomiche … … … …

verranno proposte elaborazioni originali  curate dai gruppi di lavoro del Centro

 

Bisogno di Memoria:      Testi originali del Centro Alessandro Milano

La “Loro” Storia:            Testi originali del Centro Alessandro Milano ispirati da saggi ricerche sulla Storia di alcune popolazioni del Terzo Mondo

La “Nostra” Storia           Testi originali del Centro Alessandro Milano ispirati da
Uomini e No” di Elio Vittorini  
La Pelle” di Curzio Malaparte  
La Guerra dei Poveri” di Nuto Revelli
U238” di Marco Paolini

 

Alcune Note sulla Serata

Scrisse Walter Benjamin (filosofo tedesco vissuto a cavallo tra il XIX e il XX sec., esule a Parigi dalla Germania Nazista, morto suicida nel 1940 in Portogallo per sfuggire alla Gestapo che lo aveva identificato mentre tentava di riparare negli USA) nella IX delle sue “Tesi di filosofia della Storia”: “C’è un quadro di Paul Klee che si chiama “Angelus novus”. Vi è rappresentato un angelo colto in volo, mentre si stacca da qualcosa che pure continua a contemplare. Gli occhi son fissi, la bocca dischiusa, le ali spiegate. Così dobbiamo immaginare l’Angelo della Storia. Il suo volto si sofferma verso il passato. Dove noi vediamo una catena di eventi, egli vede una singola catastrofe che continua ad accumulare ai suoi piedi macerie su macerie. L’angelo vorrebbe soffermarsi, resuscitare i morti, restaurare le rovine. Ma dal Paradiso soffia la tempesta. Il vento gonfia le ali dell’Angelo con furia. Non riesce più a ripiegarle. La tempesta lo trascina irresistibilmente al futuro, cui pure l’angelo continua a voltare le spalle, mentre le macerie salgono al cielo. Questa tempesta è il progresso”.

 

Il 2005 è un anno carico d’impegni di “Memoria”.

I più “importanti”, o comunque i più celebrati, sono sicuramente quelli connessi ai “tanti” 60i anniversari legati alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Stiamo parlando del 27 gennaio, Auschwitz; del 25 aprile la Liberazione; ma anche del 6 e 8 agosto, le prime Bombe Atomiche.

Ma nel 2005 cadono anche “ricorrenze” quali il bicentenario della nascita di Giuseppe Mazzini (1805-1872), il centenario della formulazione, da parte di Albert Einstein, della teoria della Relatività ristretta, che ha portato alla proclamazione del 2005 come “Anno internazionale della Fisica”, o il ventennale della nomina di Michail Gorbacev  a Segretario del Partito Comunista dell’URSS, “fatto storico” da cui prese le mosse quella stagione che doveva portare in pochi anni alla fine del mondo bi-polare  del “dopo” Seconda Guerra Mondiale.

Il Centro di Studi Alessandro Milano ha insomma ritenuto di poter vedere nel 2005 un anno che “impone” alle coscienze civili del nostro Terzo millennio, di ragionare e riflettere sul tema della “Memoria” non solo come “Memoria di…” qualcosa in particolare, ma della “Memoria” come “valore” irrinunciabile delle riflessioni ed elaborazioni quotidiane, per costruire un futuro migliore del presente e del passato, per l’intero pianeta.

Una “Memoria” che sia dunque “stile di vita”, e che, in quanto tale ci costringa a tenere sempre presenti la nostra e l’altrui Storia, con la capacità di cogliere in entrambe le costanti tragiche che rendono ancora, e sempre più, necessari un impegno costante, quotidiano, personale e collettivo, per il rispetto dell’Uomo, senza il quale non c’è libertà  né giustizia né dunque pace, per nessuno.

Su questa provocazione intellettuale i gruppi di lavoro del Centro di Studi hanno provato a costruire una serata teatrale, in cui la Memoria della nostra Storia dialoghi con il nostro Presente, intrecciandosi e alternandosi, con la Memoria e la Storia di altre culture e civiltà, che nei secoli, magari, abbiamo incontrato e sovente non abbiamo saputo rispettare.