Il “nuovo” progetto    

L'accordo di Programma

 La protesta dei proprietari 

L’impianto di Dolonne

La protesta dei proprietari

un'azione di

a cura di  
Luisa Aureli Bergomi 
ed Eligio Milano  

  Courmayeur - febbraio-marzo 2004

I proprietari dei terreni chiedono maggior correttezza da parte della CMBF

(prima pubblicazione su "La Gazzetta Matin")

I proprietari dei terreni chiedono maggior correttezza da parte della CMBF
(articoli pubblicati su 
"La Gazzetta Matin" 

 

 

Il testo integrale 
dell'Accordo di Programma

Courmayeur / 
Venti proprietari delle aree da acquisire per la cabinovia firmano una lettera

 

<Che rispettino i nostri diritti!>

 

COURMAYEUR – Circa una ventina di proprietari dei terreni coinvolti dal tracciato del nuovo impianto di Dolonne, rappresentanti più della metà delle aree interessate, hanno firmato una lettera indirizzata alla Courmayeur Mont Blanc Funivie (e per conoscenza al Comune ed alla Regione) con la quale affermano che la comunicazione ricevuta il 26 gennaio, <non ha i contenuti di una proposta d’acquisto, ha carattere generico e non fornisce agli interessati elementi sufficienti per effettuare le dovute valutazioni entro i termini concessi>; chiedono pertanto che, <al fine di un corretto adempimento dell’Accordo di Programma, previo consenso della Regione e del Comune>, venga sospesa la scadenza dell’11/2 posta dalla procedura e che la proposta sia rinnovata, con tutte le integrazioni necessarie.

<La questione – spiegano i proprietari – non riguarda l’appoggio o meno all’impianto né se vendere o non vendere; quello che vogliamo è che vengano rispettati i nostri diritti, così come era nello spirito dell’Accordo di Programma>.

Tale Accordo (divenuto attivo l’11/11/2003 con la pubblicazione della Delibera di Giunta Regionale di valutazione positiva sul VIA), imponeva, infatti, alla CMBF di <acquisire, alle condizioni di mercato, entro il termine di 90 giorni, i terreni di proprietà privata interessati>, garantendo da parte del Comune l’attivazione dell’esproprio solo nel caso <che la CMBF non fosse riuscita ad acquisire in via diretta>.

<Riteniamo che lo spirito di tali clausole – è stato affermato – fosse quello di tutelare i proprietari, ma tutto fa supporre che l’intenzione della CMBF sia quello di vanificare l’impegno preso, proponendoci un “compromesso d’acquisto” impossibile da accettare, e costringendo così il Comune ad espropriare. I 90 giorni, infatti, scadrebbero l’11/2 ma a noi la proposta è giunta solo alla fine gennaio, con un ultimatum di 15 giorni per rispondere; termine che coincide con quello dell’Accordo e dunque non consente valutazioni o approfondimenti>.

Non ci sarebbero, insomma, le condizioni di una vera e propria trattativa corretta, anche alla luce del fatto che la lettera della CMBF risulta fortemente lacunosa: <Stabilisce un unico valore di 35 euro al mq. per tutti i terreni, senza distinzione tra quelli più vicini all’abitato e quelli sul versante; fa una proposta d’acquisto dei soli diritti di superficie o di sorvolo, con una riduzione di fatto del prezzo a 23 euro o 7 euro; non allega planimetrie per capire quali porzioni sono esattamente interessate, la posizione dei manufatti e le aree di rispetto; non c’è copia della perizia, sulla quale è legittimo avere dei dubbi, visto che ricordiamo che nel 1996, nella stessa zona, delle aree furono liquidate a 90.000£ al mq. Per non parlare del silenzio su questioni come l’abbattimento di circa 800 piante, che sappiamo necessario, o le condizioni e i termini di pagamento. Tutte cose sulle quali si dovrebbe discutere – concludono - ma non è possibile, viste le scadenze e le modalità adottate da CMBF>.

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dell'Accordo di Programma

In Consiglio Regionale 

i "dolori" di Dolonne

 

COURMAYEUR – Le due vicende del “confronto” tra i proprietari dei terreni e la Courmayeur Mont Blanc Funivie per l’acquisizione delle aree per il nuovo impianto funiviario di Dolonne, e quella dei disagi degli abitanti dello stesso villaggio per le esplosioni dei lavori per la galleria autostradale, saranno affrontate nella prossima seduta del Consiglio Regionale a seguito di due interpellanze presentate alla fine della scorsa settimana dal gruppo dell’Edelweiss per iniziativa del Consigliere André Lanièce.

Nelle scorse settimane, ricordiamo, i proprietari delle aree interessate dalla “proposta di acquisto” inviata dalla CMBF, con una lettera indirizzata anche alla Regione, avevano sollevato dubbi sulla correttezza della procedura alla luce dell’Accordo di Programma che regola la questione. Accogliendo le preoccupazioni dei proprietari, l’interpellanza depositata chiede alla giunta Regionale da un lato, di <adoperarsi immediatamente> perché vengano sospese le scadenza previste dalla procedura al fine di <far rispettare lo Spirito dell’Accordo>  e rendendo così possibile un rinnovo della proposta <con tutte le integrazioni necessarie> , prima di arrivare alle <conseguenti procedure previste>, ovvero agli espropri; dall’altro di sapere <se tale problema è stato già sottoposto all’attenzione del Collegio di vigilanza (previsto dall’art. 11 dell’Accordo n.d.r) ed in caso di risposta positiva quali sono state le sue determinazioni>

Sulla vicenda “galleria”, invece, le segnalazioni degli abitanti riguardavano sia gli orari di brillamento delle mine (esplose anche in piena notte) sia l’intensità delle stesse, che avrebbero prodotto alcune crepe negli edifici; problemi di cui si fa interprete l’interpellanza dell’Edelweiss la quale, sottolineando che <La Regione possiede quote azionarie della Società autostradale> , richiama la necessità di attivarsi <presso la Rav al fine di chiedere che vengano poste in essere delle azioni finalizzate da una parte a limitare i disagi arrecati agli abitanti, in particolare nelle ore notturne, e nel contempo, dall’altra parte, a monitorare la situazione onde evitare danni ulteriori>.

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 CMBF rifiuta il dialogo 

I proprietari scrivono alle Istituzioni

 

COURMAYEUR – Sale di livello il confronto fra la “Courmayeur Mont Blanc Funivie” e i proprietari dei terreni di Dolonne, necessari per la nuova telecabina, e assumono sempre più importanza il ruolo di Comune e Regione e, a breve, le risposte che la Giunta Regionale darà all’interpellanza di tre consiglieri dell’Edelweis, all’odg. del Consiglio regionale della prossima settimana.

La CMBF, infatti, non ha ritenuto di accogliere le richieste dei proprietari di più della metà delle aree interessate, i quali, esprimendo dubbi sul reale rispetto dell’Accordo di Programma, avevano chiesto una ri-formulazione della proposta d’acquisto; con una lettera di poche righe, la società, senza entrare nel merito delle richieste, ha seccamente comunicato che la pratica <dei proprietari che non hanno ritenuto di aderire a quanto loro proposto sarà a breve trasmessa al Comune di Courmayeur>, il che, nella sostanza, vuole dire <si dia il via agli espropri>.

Ma la reazione dei “dolenei” non si è fatta attendere e, nonostante il tentativo di non arrivare ad un vero e proprio contenzioso, per veder rispettati i loro diritti e tutelati i loro interessi, tramite il loro legale, non hanno potuto fare altro che rivolgersi direttamente a Comune e Regione, ribadendo che, con le modalità adottate per la proposta d’acquisto, <la CMBF ha vanificato l’impegno preso con l’articolo 4 dell’Accordo di Programma>; chiedono quindi <l’intervento del Collegio di vigilanza, di cui all’art. 11 del detto accordo>, confidando <affinché, eseguiti gli accertamenti del caso, venga ordinata la riformulazione delle proposte d’acquisto>.

Diventa quindi centrale la figura del “Collegio di Vigilanza”, un organismo Istituzionale, previsto dall’Accordo, formato da tre membri rappresentanti Comune, Regione e Società, il cui compito é vigilare <sulla corretta applicazione del presente accordo…acquisire documenti e informazioni presso i soggetti stipulanti…disporre ispezioni ed accertamenti…diffidare il/i soggetto/i inadempiente/i ad adempiere entro un preciso termine, decorso il quale può richiedere la nomina di un commissario ad acta per il compimento degli atti e delle attività sui quali si è verificata inerzia o ritardo>.

“Collegio” sul quale chiede lumi anche l’interpellanza di Lanièce e compagni, e la cui azione dipenderà, chiaramente, anche dalla posizione delle Istituzioni, a cui a questo punto “passa la palla”.

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dell'Accordo di Programma

In settimana il Collegio di Vigilanza

 

COURMAYEUR – Potrebbe essere convocato entro la fine di questa settimana il “Collegio di Vigilanza” che dovrà definire la conformità o meno con l’Accordo di Programma, della proposta d’acquisto inoltrata dalla CMBF ai proprietari dei terreni necessari per la nuova telecabina di Dolonne.

Lo dichiara il sindaco di Courmayeur Romano Blua, cui spetta il compito di riunire l’organismo, e che aggiunge: <A breve comunicheremo ai proprietari tutto quanto dovuto sulla base della richiesta di convocazione inoltrata dal loro legale; prenderemo in esame le pratiche che ci sono state trasmesse dalla Società e verificheremo la situazione>.

Il “Collegio di Viglianza”, ricordiamo, è previsto dallo stesso Accordo di Programma, ed è composto dal Sindaco di Courmayeur, dal Presidente della Giunta Regionale, dal Presidente della CMBF (o loro delegati); la sua attivazione, spiega ancora Romano Blua, che presiederà personalmente l’organismo, <di fatto sospende ogni automatismo rispetto alle procedure d’esproprio, per le quali quindi, eventualmente, si dovrà attendere la conclusione dell’esame>.

< È interesse di tutti che la questione sia definita il più rapidamente possibile -  aveva affermato il consigliere André Lanièce, mercoledì scorso, nella replica alla risposta dell’Assessore Cerise alla sua interpellanza – Un pronunciamento del Collegio, significa dirimere in questa fase ogni problema, senza rischiare ricorsi di natura procedurale, che al di là del loro esito, sicuramente rallenterebbero ulteriormente l’opera. Il Collegio potrà esprimersi in tempi rapidi; se la richiesta dei proprietari di una più adeguata formulazione della proposta d’acquisto risulterà legittima, in tempi rapidi potranno essere approntati i cambiamenti necessari; se viceversa risultasse tutto regolare, si eviteranno dubbi e contenziosi che potrebbero mettere ancora una volta in discussione la realizzazione di un impianto che tutti dicono di ritenere “vitale per Courmayeur”>.

In questo senso, sin dall’inizio si erano già espressi i proprietari che avevano dichiarato: <La questione non riguarda l’appoggio o meno all’impianto né se vendere o non vendere; quello che vogliamo è che sia garantita una trattativa corretta e rispettosa dei diritti e della pari dignità di tutti i soggetti>: e aggiungono<Non ci piace che si tenti di creare due categorie: quella dei “buoni” che hanno accettato l’offerta senza discutere, e quella dei “cattivi” che hanno richiesto maggiori elementi prima di firmare. Non è così, anche perché, se andiamo a vedere, i “cattivi” rappresentano una larga maggioranza dei terreni interessati dagli interventi previsti dall’Accordo> che sono, ricordiamo, la stazione di valle, la linea dell’impianto (plinti e sorvoli) ma anche il completamento di Via Grapillon ed il parcheggio interrato.

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Il Collegio di Vigilanza: 

<CMBF dovrà fare una nuova offerta>

 

COURMAYEUR – Si è riunito martedì scorso il Collegio di Vigilanza per l’Accordo di Programma del nuovo impianto di Dolonne, che ha deliberato di riaprire i termini per la trattativa d’acquisto dei terreni privati necessari al nuovo impianto, dando indicazioni alla Courmayeur Mont Blanc Funivie di riformulare l’offerta, corredandola delle planimetrie e delle perizie richieste.

La notizia non ha ancora il crisma dell’istituzionalità, per il quale bisognerà attendere la firma del verbale della riunione e la notifica ufficiale delle decisioni all’Avvocato Quagliolo, legale dei privati che avevano sollevato obiezioni sulla procedura adottata da CMBF; ma in sostanza sembra proprio di poter dire che le richieste dei proprietari sono risultate fondate e hanno ottenuto una risposta positiva.

A quanto dato sapere, il Collegio (presieduto dal Sindaco Blua e composto dal Presidente della CMBF, Francis Cruzet e dall’Assessore Cerise come delegato della Presidente della Giunta Regionale), ha esaminato la situazione entrando nel dettaglio delle varie pratiche trasmesse nelle settimane scorse dalla Società al Comune, e, pur riconoscendo la sostanziale conformità dei passaggi sin qui compiuti, ha ritenuto di procedere “prorogando” di fatto le scadenze previste, e concedendo, a quanto pare, altri 15 giorni circa per la trattativa.

Dalla riunione non sarebbero emerse indicazioni circa la necessità di una differenziazione nella valutazione dei terreni, che, ricordiamo, coprono una fascia che va dalle prospicenze del Palaghiaccio e dell’abitato di Dolonne, ad aree nel versante dello Chetif; nel complesso, infatti, essi ricadono tutti in “zona agricola”, secondo le classificazioni del PTP e del PRGC, e quindi con un valore di mercato unico; sarebbe quindi conforme l’offerta di 35 euro a mq. per il terreno, 23 euro per il diritto di superficie, e 7 euro per le servitù di sorvolo.

I proprietari, apprese informalmente le decisioni, hanno manifestato soddisfazione per l’esito del passaggio, pur restando comunque in attesa delle comunicazioni ufficiali, che dovrebbero arrivare nei prossimi giorni.

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I proprietari di Dolonne: 

< Sì alla cessione ma la perizi è di parte>

 

COURMAYEUR – La nuova offerta per i terreni necessari alla telecabina di Dolonne che la Compagnie Mont Blanc Funivie ha fatto pervenire nei giorni scorsi ai proprietari, non sembra aver sciolto tutte le perplessità sulla trattativa.

Il Collegio di Vigilanza previsto dallo stesso Accordo di Programma, riunitosi il 9 marzo scorso, aveva stabilito che la proposta d’acquisto dovesse essere riformulata, corredata da elementi, quali le planimetrie, il progetto, nonchè copia della perizia valutativa.

E proprio su questa, secondo alcuni proprietari, restano delle riserve, visto che - com’è stato affermato nel corso di una riunione tenutasi mercoledì scorso - <questa resta pur sempre una trattativa tra privati, ma si ritiene di condurla sulla base di una valutazione commissionata da una sola delle parti. Altra cosa sarebbe stata – hanno sottolineato – se si fosse cercato un accordo prima, in modo tale, per esempio, da incaricare un perito accettato da entrambe le parti. Così com’è, il discorso non ci pare che si possa definire “a condizioni di mercato”. C’è un’offerta, prendere o lasciare, e se lasci parte l’esproprio. Questa non è una situazione “di mercato”, ma di “monopolio”, e non è ciò che dice l’Accordo di Programma>.

Nessuna opposizione alla vendita dunque, ma solo la volontà, ribadita ancora una volta, di veder rispettato il diritto ad una negoziazione tra privati sostanzialmente corretta; per questo, in diversi, stanno valutando di rispondere alla CMBF con una lettera nella quale dichiarano la loro disponibilità a vendere, fatto salvo il diritto di produrre una loro perizia di parte.

< Per esempio – fanno notare – la valutazione sottopostaci tiene conto del fatto che sui i terreni più vicini alla strada, gli attuali proprietari avrebbero potuto realizzare delle autorimesse interrate, e sulla base di ciò fa tutta una serie di conteggi per arrivare a definire il prezzo. Però “immagina” dei garage ad un piano, mentre, proprio ultimamente, in una zona adiacente a quelle interessate, ne è stato realizzato uno a due piani, con dunque il doppio dei posti auto ipotizzati dalla perizia della CMBF; solo questo basterebbe a cambiare i valori e dunque l’offerta. Ci sembra legittimo avere la possibilità di presentare una nostra perizia, e sulla base delle due valutazioni definire la trattativa>.

Sulla vicenda, però, grava lo spauracchio dell’esproprio, previsto dall’Accordo di Programma nel caso che CMBF non riesca ad acquisire i terreni, e il timore da parte di alcuni è che, visti i termini di tempo ristretti in cui i proprietari sono stati messi in condizioni di muoversi, le interpretazioni vadano a favore di questa possibilità, con tutte le conseguenze del caso.

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