Il “nuovo” progetto    

L'accordo di Programma

 La protesta dei proprietari 

L’impianto di Dolonne

Il “nuovo” progetto 

un'azione di

a cura di  
Luisa Aureli Bergomi 
ed Eligio Milano  

  Courmayeur - giugno 2002

Crediamo che i nostri ... «...quattro lettori...» potranno apprezzare questo ulteriore sforzo informativosulla storia della telecabina di Dolonne 

... e se pensiamo al dottor Azzeccagarbugli, forse,mai  citazione manzoniana è stata più appropriata!!!


Premessa

Accordo preliminare fra Comune e CMBF

Analisi dell'Accordo

Le nostre
osservazioni al VIA

Chi è la CMBF-Compagnie des Alpes

     (schema)

Alcune domande

- alla Regione

- all'ADMB

- al Comune

Premessa

 

Molte persone ci dicono che sono veramente “stufe” di tutta questa storia: “Adesso basta, un altro ritardo continuerebbe a danneggiarci! Facciano la telecabina dove vogliono ma la facciano in fretta!”

Nel prendere atto di una tale ormai diffusa opinione, noi crediamo però che continui ad essere giusto e importante proseguire nell’opera di informazione sul problema, lasciando a ciascun cittadino di Courmayeur la responsabilità delle conclusioni; responsabilità che contribuirà - e in modo non marginale - a condizionare la vita di almeno due generazioni, e lo sviluppo o la decadenza delle attività economiche locali del paese per i prossimi 40 anni.

Il documento che riproduciamo qui a fianco, e da cui prende le mosse questa pubblicazione, é una delibera comunale vincolante, senza la quale non si potrebbe realizzare il progetto della telecabina.

È stata approvata lo scorso 7 giugno con il voto favorevole di 10 consiglieri comunali (R. Blua, E. Mochet, A. Diaddario, A. Grosso, O. Ottoz, E. Biondi, G. Castelnuovo, A. Liporace, A. Luppi, H. Truchet), mentre 5 hanno votato contro (M. Radin, F. Truchet, A. Berthod, G. Sorenti, G. Panazzi) e due si sono astenuti (M. Albarello, M. Meyseiller); 2 consiglieri erano assenti (G. Noris e R. Rey).

Durante il dibattito diversi consiglieri, per lo più della minoranza, hanno in più modi cercato di modificare il testo presentato dalla Giunta al Consiglio, con l’obiettivo di inserirvi clausole di garanzia per il paese, i cittadini, il Comune; la volontà, per esempio, era quella di ottenere dalla CMBF un impegno scritto circa il  futuro della funivia Gigante.

Ma ogni modifica é stata impossibile perché avrebbe prodotto un rinvio dell’approvazione, che la maggioranza evidentemente non voleva.

Si é quindi arrivati all’approvazione, seppur con una minima maggioranza, di questo“Accordo preliminare” tra Comune di Courmayeur e CMBF, che coinvolge a tal punto l’Amministrazione Comunale da permettere degli espropri di terreno che, senza la firma di questo documento, non sarebbero possibili.

 

 

Accordo Preliminare fra 

Comune di Courmayeur

Courmayeur Mont Blanc Funivie (CMBF)                  top

 

OGGETTO:   Realizzazione telecabina Dolonne-Plan Chécrouit -

                        Pertinenze, posteggi interrati disponibilita terreni e servitù varie.

 

I posteggi pubblici realizzati per la telecabina di Dolonne, nel periodo invernale e nelle ore di apertura dell’impianto, saranno a disposizione dei clienti della CMBF, mentre nei rimanenti periodi dell’anno e nelle ore serali saranno disponibili per il Comune.

La CMBF acquisisce, alle condizioni di mercato, i terreni relativi all’impianto e quelli pertinenti ai posteggi adiacenti che risultano di proprietà dei privati, trattando direttamente con questi. (planimetria allegata n° 5044/A) Nell’impossibilità, verificata, di portare a termine le trattative di acquisto da parte della CMBF dei lotti interessati stimati secondo le metodologie per la determinazione del valore di mercato da parte dei competenti uffici regionali, il Comune provvederà all’acquisizione dei medesimi mediante le procedure d’esproprio previste per legge.

Per quanto riguarda la realizzazione della strada di circonvallazione est di Dolonne, opera prevista nei programmi del Comune di Courmayeur, questa per la sua collocazione risulta necessariamente integrata e strettamente interdipendente con il progetto della telecabina di Dolonne e di parte dei relativi parcheggi interrati. In considerazione del fatto che le due opere insistono su porzioni di terreni contraddistinti dallo stesso numero di mappale, al fine di permettere uniformità di progettazione e garantire l’indispensabile razionalità e compatibilità fra i due interventi (strada e parcheggi interrati telecabina), la CMBF acquisisce alle condizioni di mercato le aree interessate da entrambe le opere.

Successivamente il Comune rifonderà alla CMBF l’importo corrispondente al valore di esproprio dei lotti interessati alle opere pubbliche evidenziate nella planimetria allegata n° 5044/A.

Anche in questo caso nell’impossibilità verificata, di portare a termine le trattative di acquisto da parte della CMBF dei lotti interessati stimati secondo le metodologie per la determinazione del valore di mercato da parte dei competenti uffici regionali, il Comune provvederà all’acquisizione dei medesimi mediante le procedure d’esproprio previste per legge.

Le parti danno atto che per la costruzione della strada di circonvallazione est di Dolonne il Comune avrà sostanziali economie a seguito dei lavori eseguiti dalla CMBF per i parcheggi.

Sono incluse nel presente accordo preliminare, per quanto di competenza, le procedure per l’acquisizione dei sedimi della passerella di imbarco, dei plinti di sostegno della linea e la relativa servitù di sorvolo, nonché la disponibilità eventuale (da determinare in sede di progetto esecutivo) di aree comunali interessate marginalmente dalla stazione di monte.

Le particelle di proprietà del Comune su cui insiste la stazione di valle vengono cedute alla CMBF alle condizioni di seguito enunciate, senza comportare immediati oneri economici: la CMBF cede i terreni acquisiti dai privati relativi al posteggio interrato di futura proprietà del Comune e successivamente questo mette a disposizione l’intera superficie necessaria al posteggio cedendo alla CMBF i terreni su cui insiste la stazione di valle ed i volumi relativi a magazzini e servizi.

La CMBF realizza l’impianto ed i posteggi comprendendo nelle opere anche la rinaturalizzazione della superficie esterna di questi.

Il Comune rimane titolare della proprietà esterna relativa ai posteggi, mentre la CMBF rimane titolare a termine della proprietà dei posteggi intesi come volume sotterraneo.

In un termine compreso entro la vita tecnica dell’impianto (40 anni), la proprietà dei posteggi passa al Comune, mentre la proprietà dei volumi relativi alla stazione dell’impianto e alle sue infrastrutture (magazzini, servizi, eventuali aree di sosta private) rimane alla CMBF così pure rimangono della CMBF i terreni su cui queste opere insistono, fatti salvi gli opportuni frazionamenti dei volumi destinati a parcheggio.

Parte dei posteggi attualmente previsti al piano superiore del parcheggio e dedicati al personale della CMBF vengono messi a disposizione degli abitanti di Dolonne, al fine di ottemperare a quanto indicato nella deliberazione C.C. n. 76/98 (il numero dei posti auto da cedere vanno determinati percentualmente in funzione della limitata ricettività del parcheggio rispetto alla proposta iniziale cui si riferisce la delibera).

I costi di gestione e di manutenzione delle superfici esterne del posteggio ed a questo non funzionali saranno a carico del Comune (pulizia, sfalcio, illuminazione, ecc.). I costi di gestione del posteggio interrato saranno condivisi tra il Comune e la CMBF in proporzione ai relativi periodi di utilizzo temporale. I costi di manutenzione saranno ripartiti in analoga proporzione.

Le tariffe da applicarsi alla sosta nel parcheggio durante il periodo di utilizzo temporale da parte della CMBF saranno decise autonomamente dalla stessa CMBF.

L’approfondimento e l’eventuale esatta definizione di tutte le valutazioni economiche relativamente a quanto sinteticamente esposto saranno oggetto di successiva convezione tra Comune e CMBF.

 

Courmayeur, giugno 2002                    LA CMBF       IL SINDACO

 

 

Analisi della Convenzione                                             top

 

  1. Il Comune di Courmayeur e la società CMBF hanno de facto deciso di intraprendere insieme la costruzione dell’impianto di Dolonne Nord, spartendosi i compiti e le funzioni.             
    Tale accordo permette gli espropri, non solo della parte del progetto riguardante i parcheggi ma anche di quei terreni che sono relativi all’impianto di risalita.            
    A nostro avviso non risulta che il Consiglio Comunale abbia mai deliberato che il Comune e la CMBF dovessero affrontare e risolvere insieme i problemi riguardanti la telecabina di Dolonne; anzi, nella delibera n. 76 del dicembre 1998, da cui ha preso le mosse tutta la vicenda, si legge: “Si dovrà inoltre procedere ad una attenta valutazione economica delle aree e dei servizi messi a disposizione dal Comune alla Courmayeur Mont-Blanc Funivie”; e invece l’accordo preliminare approvato qualche settimana fa dà per scontata una sostanziale  e impegnativa cooperazione, quasi una società di fatto

  2. Il Comune di Courmayeur e la società CMBF hanno de facto deciso di intraprendere insieme la costruzione dell’impianto diI posteggi interrati - che per legge la CMBF deve realizzare - saranno di proprietà comunale tra 40 anni (e grazie a questa futura piena proprietà sono possibili le procedure di esproprio), mentre le parti esterne del parcheggio, cioé la copertura a verde, e le rimanenti aree confinanti (pertinenze), saranno di proprietà comunale già dal termine dei lavori di realizzazione della struttura; così, a spese pubbliche, il Comune provvederà già da subito a tenerle pulite, a tagliare l’erba, a curare le piante, a illuminare, a sgomberare la neve, ecc.   

Come può avvenire ciò?      
Grazie ad un complesso iter di cessioni, acquisizioni e messe a disposizione.

  • In primo luogo il Comune cede i terreni di sua proprietà alla CMBF senza compenso;

  • quindi la CMBF acquisisce dai privati gli altri terreni necessari, per poi cederli al Comune; se qualcuno avesse la malaugurata idea di opporsi, sarà il Comune a procedere direttamente all’esproprio;

  • il Comune mette a disposizione della CMBF i terreni che serviranno alla costruzione del parcheggio e cede sempre alla CMBF i terreni che erano dei privati, necessari alla costruzione dell’impianto

  • il Comune inoltre cede alla CMBF i volumi dei magazzini e dei servizi degli ultimi due piani del parcheggio previsto dal progetto.

 Al termine di tutte queste manovre si delinea quanto segue:

  • I terreni per il parcheggio risultano alla fine di proprietà comunale ed il loro sottosuolo viene messo a disposizione della CMBF per 40 anni;

  •  la CMBF costruisce a sue spese il parcheggio più i due piani di magazzini e servizi; solo il parcheggio però tornerà nella priena proprietà pubblica fra 40 anni perché

  • il comune da subito cede i volumi dei due piani di magazzini e servizi alla CMBF;

  • ovviamente il Comune mantiene la proprietà delle aree esterne e delle pertinenze e quindi dovrà accollarsi gli oneri ed i costi della loro manutenzione.

Per quanto riguarda la telecabina vera e propria e il “tracciato” invece:

  • Il Comune garantisce che le procedure per l’acquisizione dei “sedimi per la passerella di imbarco, dei plinti di sostegno della linea e la relativa servitù di sorvolo” seguiranno le procedure stabilite, cioé possibilità di esproprio o di obbligo coattivo;

  • Il Comune cede alla CMBF le aree (pubbliche ed ex-private) necessarie, senza compenso, e garantisce la disponibilità a cedere eventuali altre aree comunali per la stazione di monte

Discorso a parte é quello della strada di Circonvallazione-EST di Dolonne (Via Grapillon detta “la Strada degli Assessori”): era già prevista prima della vicenda della telecabina ma nella situazione presente diviene essenziale per la costruzione stessa e in particolare per l’accesso agli ultimi piani del parcheggio, quelli che resteranno di proprietà della CMBF.

Sono previsti:

  • L’acquisizione da parte della CMBF dei terreni privati per la sua costruzione;

  • la cessione di questi terreni al Comune dietro compenso;

  • la costruzione e la manutenzione della strada saranno a spese del Comune.

Infine, per quanto riguarda la gestione del parcheggio, Comune e CMBF hanno concordato quanto segue:

  • I posteggi privati di proprietà della CMBF (penultimo piano) sono messi in parte a disposizione degli abitanti di Dolonne «al fine di ottemperare a quanto indicato nella deliberazione C.C. n. 76/98» che ne richiedeva 70/100 anche se  «il numero dei posti auto da cedere vanno determinati percentualmente in funzione della limitata ricettività del parcheggio rispetto alla proposta iniziale cui si riferisce la delibera»;

  • i posteggi pubblici saranno utilizzati dalla CMBF durante il periodo e l’orario di esercizio previsti in circa 100 giorni l’anno e solo in ore diurne, la quale potrà far pagare e introitare una tariffa di sosta;gli stessi saranno a disposizione del Comune al di fuori degli orari di esercizio della cabinovia e in tutti gli altri mesi dell’anno;

  • i costi di gestione e di manutenzione saranno ripartiti in rapporto ai periodi di utilizzo.       
    Ciò significa che la CMBF avrà un utile dal parcheggio e costi limitati esclusivamente alle ore di utilizzo; il Comune avrà spese per 100 mezze giornate e per gli altri 265 giorni: grossomodo il Comune pagherà i “sei settimi (6/7)” delle spese di gestione e manutenzione della struttura; infatti:

365         giorni l’anno         =         730         mezze giornate

               di cui

               100-130         utilizzate e “pagate” dalla CMBF

               600-630         utilizzate per usi pubblici e “pagate” dal Comune

 

Altre nostre valutazioni sulla opportunità di una tale operazione sono contenute nelle Osservazioni che abbiamo inviato alla Commissione della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), ma in questo caso si tratta di opinioni e vengono registrate solo come testimonianza.

 

Osservazioni all’attenzione dell’Ufficio V.I.A. 

Assessorato Territorio, Ambiente e Op. Pubb.           top

 

OGGETTO: Presentazione progetto telecabina Dolonne-Plan Chécrouit; osservazioni

 

A seguito della presentazione del progetto della nuova telecabina Dolonne-Plan Chécrouit, che ha avuto luogo mercoledì 5/6/2002 presso la Sala Consiliare del Municipio di Courmayeur, ed accogliendo l’invito del dott. Bagnod a proporre per iscritto, entro il 14/6/2002, eventuali perplessità ed osservazioni in merito allo stesso, si trasmettono le seguenti considerazioni.

La Legge regionale n. 14 del 18/6/1999 - “Disciplina della procedura di valutazione dell’impatto ambientale)”, all’articolo 2 recita: “Per impatto ambientale si intende l’insieme degli effetti, diretti ed indiretti, a breve e a lungo termine, permanenti e temporanei, singoli e cumulativi, positivi e negativi, che piani e progetti hanno sull’ambiente, inteso come sistema complesso delle risorse naturali ed umane e delle loro interazioni.”

Questo significa, a nostro avviso, che è necessario e fondamentale, nel formulare delle valutazioni su di un progetto, tenere presente e considerare, attraverso analisi approfondite, i risvolti che un’opera potrebbe avere non solo dal punto di vista naturalistico ma anche, e non secondariamente, dal punto di vista socio-economico-culturale (come per altro previsto dal CAPO III, Art.11, comma 2) lett. c), num. da 1 a 8 della LR. 14-18/6/99)

  • Ora, nel caso del progetto in oggetto, a nostro avviso, l’analisi di questo aspetto dell’intervento ipotizzato non risulta adeguatamente sviluppata, nonostante risulti abbastanza evidente che la realizzazione di tale opera avrebbe effetti fortemente condizionanti sulle prospettive di sviluppo dell’ambiente Courmayeur.

Vale infatti la pena di ricordare che lo stesso dott. Blengini, nel corso della sua esposizione, ha più volte evidenziato che per l’impianto in questione si prevede una piena operatività per, mediamente, “soli” 100 giorni l’anno, concentrati nel periodo che va da dicembre ad aprile; si tratta di una infrastruttura in servizio per il 30% circa di quella che si auspica essere la “vita turistica” (ovvero socio-economica) del paese.

Di contro, per la realizzazione di tale intervento - sempre facendo riferimento a quanto esposto nel corso dell’incontro dal dott. Blengini

  • risulta necessaria tutta una serie di ulteriori pesanti interventi “collaterali”, inevitabili per ottenere la piena funzionalità e fruibilità dell’impianto, quali (solo a titolo esemplificativo):

  • la realizzazione di circa 250 m. di pista di raccordo tra la pista di rientro e la stazione di Valle;

  • la realizzazione di un ampliamento degli impianti di innevamento artificiale per i suddetti 250 m;

  • la cessione, da parte del Comune, di diversi terreni per la realizzazione del parcheggio interrato;

  • la sistemazione della viabilità pubblica nei dintorni della stazione di valle, ivi compresa la trasformazione di alcuni percorsi oggi adibiti a “strade di servizio” del Palaghiaccio;

  • l’acquisizione “coattiva” di terreni di privati attualmente non nella disponibilità della società proponente l’impianto;

Si tratta di evidenti “costi materiali” reali, che verrebbero a gravare  sull’ambiente Courmayeur in termini di territorio, di trasformazioni urbanistiche, di risorse in generale, ecc., che non risultano affatto quantificati e definititi con sufficiente chiarezza, e che tra l’altro condizioneranno “a lungo termine” il bilancio comunale.

La cosa è tutt’altro che irrilevante, a nostro avviso, in quanto è evidente che un intervento di tale portata viene, di fatto, a scrivere un “paragrafo” importante delle possibilità di sviluppo di quello che continuiamo a voler definire l’ambiente Courmayeur, e conseguentemente di quello strumento di programmazione amministrativo-territoriale denominato appunto Piano di Sviluppo Turistico Comunale, documento non ancora redatto (né impostato) dall’Amministrazione Comunale e che per altro risulta essere uno dei punti di riferimento di compatibilità di un’opera, previsti dalle normative regionali vigenti.

In altri termini l’approvazione e la realizzazione di un intervento quale quello prefigurato dal progetto in oggetto (proposto da privati, condotto da privati, che rimarrà di proprietà di privati) finirebbe per ipotecare e condizionare irrimediabilmente la futura e necessaria stesura di un piano di programmazione pubblica quale il Piano di Sviluppo Turistico; e questo, a nostro avviso, è da considerarsi un impatto culturale e sociale - e dunque, nell’accezione definita dall’art. 2 della LR 14, ambientale - di notevole rilevanza e non sufficientemente e adeguatamente approfondito e valutato.

  • A ciò si aggiunge che per arrivare all’approvazione di tale progetto, incompatibile con strumenti di programmazione territoriale quali il PTP e il PRGC di Courmayeur, risulta necessario adottare procedure di deroga a tali strumenti, atti che la Giunta Regionale e quella Comunale di Courmayeur stanno procedendo ad avviare con la prospettiva di addivenire all’attivazione di un Accordo di Programma.

Anche questo è da considerarsi un “costo” culturale e sociale - e dunque ambientale - in quanto si verrebbe a configurare un grave precedente in virtù del quale un soggetto privato, dotato di sufficiente potere di condizionamento e pressione su un determinato ambiente socio-amministrativo, ha la possibilità di ottenere l’attivazione di procedimenti di deroga alle normative, per la realizzazione di sue opere altrimenti non autorizzabili; deroghe non altrettanto “accessibili” nel caso, per esempio, di privati cittadini.

Si verrebbe insomma ad intaccare quel principio costituzionale sintetizzabile nel concetto della “certezza del diritto”, con evidenti gravi conseguenze di carattere socio-culturale appunto.

Tutto ciò potrebbe essere considerata una mera ipotesi, una sorta di illegittimo “processo alle intenzioni” se non fosse che tracce di tali conseguenze sono già individuabili negli atti attualmente in fase di predisposizione proprio per addivenire all’approvazione del progetto in oggetto.

In data 7/6/2002, infatti, l’Amministrazione Comunale di Courmayeur ha approvato una bozza di convenzione tra il Comune e la CMBF che prefigura con chiarezza l’assunzione per lo stesso di diversi impegni connessi dalla condizioni di realizzazione dell’impianto in oggetto. In tale bozza (che si suggerisce di acquisire agli atti dell’istruttoria) si parla prevalentemente del parcheggio coperto previsto dal progetto e si dice tra l’altro che:

  • i costi di realizzazione sono a carico della Società;

  • il parcheggio sarà al servizio dell’impianto nei periodi di funzionamento dello stesso e sarà a disposizione del Comune nei restanti periodi;

  • i costi di gestione dello stesso saranno ripartiti proporzionalmente tra Comune e Società in base alle condizioni di utilizzo;

  • il Comune rende disponibili i terreni necessari di sua proprietà;

  • la Società procederà alla trattativa con i privati per l’acquisto degli ulteriori terreni al prezzo di mercato, ma, in caso di mancato accordo, interverrà il Comune con l’esproprio;

Ora, è chiaro che tale convenzione presenta molti aspetti che risultano di scarsa tutela degli interessi della pubblica Amministrazione e dei privati cittadini e viceversa garantiscono le necessarie (e altrimenti inesistenti) condizioni di realizzazione della telecabina della CMBF.

Infatti:

1.   il parcheggio interrato, oggetto della convenzione, è conditio sine qua non per la realizzazione dell’impianto;

2.   lo stesso non può essere definito indispensabile per il Comune di Courmayeur se non in funzione della nuova telecabina in quanto:

  • a poche centinaia di metri esiste un ampio piazzale già adibito a parcheggio (che in caso di realizzazione dell’impianto sarebbe reso disponibile anche al servizio dello stesso come offerta aggiuntiva di posti auto), che attualmente risulta praticamente vuoto per la maggior parte del tempo (con l’esclusione dei 2-3 eventi annuali di grande richiamo del Palaghiaccio) e che è impegnato per usi diversi da quelli della sosta delle auto solo dal mercato settimanale del mercoledì, ovvero, al massimo, 52 mezze giornate l’anno;

  • sempre a breve distanza dall’area dell’opera in oggetto, esiste una seconda area denominata della “vecchia Patinoire” che già attualmente, nei casi di necessità, é utilizzata come parcheggio e che, anch’essa, è resa disponibile al servizio della nuova telecabina.

  • infine è in via di realizzazione il parcheggio coperto di piazzale Monte Bianco, pensato proprio per rispondere alle esigenze delle utenze più vicine al centro del paese.

Se queste tre aree, da sole, oggi, non fossero sufficienti a garantire i fabbisogni di Courmayeur, non si capisce come mai si può immaginare di renderle disponibili al servizio della ipotizzata nuova telecabina; se viceversa esse, attualmente, soddisfano le esigenze del paese e del Palaghiaccio, non si capisce per quale ragione si debbano fare tanti sforzi per l’accesso a nuovi posti auto di uso pubblico nella zona.

3. l’approvazione della bozza di convenzione finisce per sancire uno status di interesse generale per il suddetto nuovo parcheggio interrato, che, come visto, è tutto da discutere e dimostrare;

4 in ragione di ciò il Comune, oltre a cedere terreni pubblici, finisce per accollarsi la quota più alta dei costi di gestione del nuovo parcheggio interrato, che comunque resterebbe di proprietà della CMBF (su 365 giorni l’anno, sarebbero a carico del Comune circa 265 giornate piene + circa 100 porzioni di giornata);

 

5. sempre grazie a tale status diventa possibile prefigurare la procedura di esproprio di terreni privati per la realizzazione delle infrastrutture necessarie alla telecabina, in una condizione di oggettiva debolezza contrattuale dei privati cittadini-venditori nei confronti degli acquirenti.          

Infatti, per esempio, il proprietario di un terreno oggi non edificabile in base al PRGC e al PTP, si troverebbe a non poter far altro che accettare l’offerta di un acquirente (la CMBF) per la quale il terreno viceversa risulterebbe, grazie alle deroghe in via di definizione, edificabile; il tutto ad un prezzo che non è detto che tenga conto di questa particolarità; e questo perché il venditore non sarebbe nelle condizioni di tentare nessuna opposizione o trattativa, in quanto, in caso di mancato accordo, è preconfigurata l’attivazione di una procedura di esproprio che penalizzerebbe ulteriormente le condizioni di cessione!

A nostro avviso tale procedura di esproprio è forse possibile grazie ad un escamotage formalmente legittimo e legale, ma è moralmente (e quindi socialmente, culturalmente … ambientalmente) devastante, nonché politicamente antidemocratica.

 

  • Vogliamo infine proporre un’ultima osservazione su di un aspetto più propriamente tecnico, relativo all’ampliamento dell’impianto di innevamento artificiale per la gestione del raccordo tra la pista di rientro esistente e la stazione di valle ipotizzata.          

Da quanto appreso nel corso dell’incontro pubblico di Courmayeur, non risulta infatti elaborato un vero e proprio studio su questo “particolare” degli interventi previsti dal progetto della nuova telecabina, aspetto che viceversa dovrebbe essere oggetto di una analisi approfondita, al fine di valutare che effetti può avere sull’ambiente questa necessaria estensione dell’innevamento programmato, in termini di qualità e quantità dell’approvvigionamento idrico, mantenimento dei minimi vitali dei corsi d’acqua interessati, necessità di eventuali ulteriori concessioni, manutenzione dei prati coinvolti ecc.          
Vale infatti la pena di ricordare che il tracciato interessato da questo specifico intervento, “gode” di una esposizione assai particolare, che potrebbe richiedere un uso intensivo dell’innevamento programmato (superiore alla media del resto del comprensorio) per vedere garantite condizioni minime di innevamento tali da poter consentire l’effettivo utilizzo della pista ai fini della piena e corretta funzionalità e fruibilità dell’opera in progetto.

 

Come cittadini ci sentiamo di denunciare che questo progetto è dannoso socialmente ed economicamente per la comunità di Courmayeur ed è estremamente pericoloso per il futuro del paese, in quanto la sua realizzazione crea delle condizioni che rendono estremamente poco garantita  la sopravvivenza, nel medio periodo, dell’attuale impianto di risalita di Courmayeur, denominato “la Gigante”, struttura viceversa fondamentale per il mantenimento di una offerta turistica al centro del capoluogo.

 

 

Ma chi è, da dove viene,

dove va Compagnie des Alpes                                        top

 

La Compagnie des Alpes é la casa madre della Courmayeur Mont Blanc Funivi - CMBF;  è una multinazionale (per capirci come Coca Cola, MC Donald o … altri …) leader mondiale negli impianti di risalita, con “trascorsi” problematici per ciò che riguarda il rapporto con le comunità e le amministrazioni locali con le quali è venuta in contatto.

Però la CDA non è una società, per così dire, “indipentente”; essa è una filiazione della ben più potente Caisse des Dépôts et Consignations (CDC), di cui dobbiamo parlare … a partire dal … Traforo del Monte Bianco.

Sì, proprio dal Traforo, di cui CDC è azionista e con il quale ha intrecci molto, molto forti.

In poche parole la CDA non è che una “forma” di quel convitato di pietra di tanti discorsi contemporanei che va sotto il nome di “globalizazione”.

E che “a casa nostra” assume aspetti e conseguenze molteplici e  multiformi.

Ma in particolare CDA e la sua capofila CDC, in quanto a “filosofia” di “gestione dei territori” in cui operano, non hanno nulla da invidiare a quella Edizione Holding di Benetton, che risulta essere il vero padrone della parte italiana del Traforo del Monte Bianco.

Ma vediamo nel dettaglio alcune informazioni  su CDC e CDA proprio a partire dal Monte Bianco

Fino alla attivazione del GEIE che gestisce il “nuovo” Tunnel del Monte Bianco, partner di SITMB -Società Italiana del Traforo del Monte Bianco - è ed è stata la francese ATMB-Autoroute et Tunnel du Mont Blanc, una società ad economia mista di cui lo Stato detiene il 54%

 

 

 

Come si può vedere, il 18,5% delle altre azioni è controllato da enti locali francesi; il 5% dalla città e dal Cantone di Ginevra; il 14,5% da Compagnie di assicurazioni e soggetti finanziari francesi e svizzeri, il 2% da piccoli azionisti tra cui i dipendenti della società, ed infine il 6% dalla Caisse des Dépôts et Consignations (CDC), la più grande banca pubblica francese, fondata da Luigi XVIII.

Così si presenta nel suo sito la CDC (www.caissedesdepots.fr):

“La Caisse des dépôts et consignations (CDC) assure des missions d’intérêt général. Elles reposent sur les fondements qui ont présidé à sa création en 1816: gérer des fonds privés auxquels les pouvoirs publics souhaitent apporter une protection particulière:

- les dépôts sur les livrets d’épargne particulièrement le livret A: ils financent le logement social locatif et le renouvellement urbain;

- les dépôts réglementés: les consignations, les fonds détenus par les notaires pour le compte de leurs clients (etc.);

- les trois grands régimes de retraites par répartition pour les personnels des trois fonctions publiques (collectivités locales, hôpitaux, Etat).

Par ailleurs la Caisse des dépôts accompagne sur ses fonds propres les politiques publiques dans quatre domaines d’intérêt général:

- le renouvellement urbain,

- le développement de l’emploi et des PME,

- le développement durable et numérique des territoires,

- le financement des très petites entreprises et de l’économie sociale.

Enfin à travers ses filiales, elle intervient dans trois domaines d’activités concurrentielles:

   CDC IXIS: Banque d’investissement et de financement pour une clientèle internationale d’investisseurs institutionnels et d’entreprises;

   CNP: l’assurance des personnes (assurance vie, prévoyance);

   C3D: l’ingénierie et services par le développement des territoires.

Le groupe Caisse des dépôts emploie plus de 35.000 personnes, dont plus de 6.000 à l’international.

 

 

 

Partenaires depuis plus de 180 ans, le groupe Caisse des dépôts et le groupe Caisse d’Epargne ont décidé de s’allier pour devenir un acteur financier majeur en Europe. Une société commune détiendra les filiales apportées par les deux groupes dans les domaines concurrentiels et notamment CDC IXIS.”

Quest’ultima operazione si è poi concretizzata con la nascita di Eulia, “le troisième acteur financier français par ses fonds propres (17,7 Md.), la diversité de ses clientèles et l’envergure de ses métiers. Elle compte 48.000 collaborateurs. Son PNB agrégé représente 8,3 Md. avec un R.O.E. de 10%.[...] Acteur présent dans 6 pays européens, aux Etats-Unis et au Japon, l’Alliance est d’ores et déjà engagée dans la compétition européenne et mondiale:

                3ème asset manager immobilier mondial;

                21ème gestionnaire d’actifs financiers mondial;

                12ème conservateur de titres mondial;

opérateur majeur sur le marché des taux et des obligations foncières en Europe.

Ces positions seront renforcées et élargies dans le cadre de EULIA avec pour ambition de devenir un acteur financier européen de premier plan:

- doublement dans les cinq ans du résultat de EULIA en pratiquant tous les modes de croissance: interne, externe, partenariats;

- développement des métiers à l’échelle de l’Europe, en les organisant sur des bases multi-locales ou européennes;

- développement d’un réseau de partenaires stratégiques en offrant un modèle ouvert d’association à EULIA.”

Ne esce insomma l’immagine di un gruppo molto “deciso”, per filosofia aziendale, ad ottenere una rapida espansione in campo internazionale.

 

 

Riassumendo, CDC é presente in Valle d’Aosta sotte ben 3 forme:

- come azionista dell’ATMB sul traforo del Monte Bianco

- come capofila del gruppo ingegneristico EGIS, compagnia di riferimento della società Scetaroute, che in consorzio di impresa con la Spea (Autostrade-Benetton) ha vinto l’appalto per i lavori di rifacimento del Traforo.

-  come capofila di riferimento della Compagnie des Alpes, proprietaria appunto del Comprensorio dello Checrouit a Courmayeur.

E tanto per allargare un poco il quadro vale la penna di recuperare la notizia, diffusa nell’autunno 2001, della nascita di una “alleanza strategica” tra CDCIxis - poi EULIA - e SanPaolo IMI (tramite la Nuova Holding Sanpaolo -NHS)

L’operazione rientra nella logica strategica avviata dalla primavera 2001 dal gruppo francese e quale significato abbia questa alleanza  è presentato in un articolo del 4 ottobre 2001 pubblicato sul “Sole24ore”:

«Decolla l’alleanza tra Sanpaolo lmi e Caisse des depots et consignations.

Annunciata prima dell’estate, l’intesa è stata formalizzata ieri (3/10/2001) a Torino con la sigla, da parte dei vertici del gruppo di Piazza San Carlo e di quello francese, di un accordo operativo a tutto campo al quale si affiancherà uno scambio azionario da perfezionare entro fine anno. [...] Sul piano industriale il memorandum firmato dai due gruppi prevede forme di collaborazione in diversi campi. In una fase iniziale si svilupperanno soprattutto attraverso Cdc Ixis e riguarderanno i settori dell’asset management, del capital market e della finanza in generale. In prospettiva, lo sviluppo di iniziative in comune potrebbe tuttavia allargarsi e coinvolgere le assicurazioni, le garanzie finanziarie, la banca elettronica, la gestione di fondi immobiliari o il finanziamento di grandi infrastrutture.

Un’area, quest’ultima, sulla quale i vertici di Sanpaolo-Imi non hanno mai nascosto di puntare molto e che fin da ora comprende già progetti,

potenzialmente d’interesse comune con Cdc, come la ferrovia Torino-Lione la ricostruzione del traforo del Bianco, gli investimenti per le Olimpiadi invernali in programma nel capoluogo piemontese nel 2006. Ma il possibile campo d’azione è ampio, in considerazione dei programmi annunciati dal Governo e tenuto conto della presenza al Sud attraverso il Banco di Napoli.[...]» (Sole24ore - di R.R)

Un’operazione che è stata definita lo scorso 13 dicembre 2001 con la firma definitiva degli accordi.

Ma il dato interessante, dal nostro punto di vista, pare essere quel passaggio che mette in luce l’esistenza di “progetti potenzialmente d’interesse comune con Cdc, come la ferrovia Torino-Lione, la ricostruzione del traforo del Bianco, gli investimenti per Olimpiadi invernali in programma nel capoluogo piemontese nel 2006.”

In effetti sono note alcune cose:

- uno dei maggiori azionisti di riferimento del gruppo SanPaolo-IMI è la FIAT

Sul fronte delle infrastrutture turistiche:

- CDC-Compagnie des Alpes, oltre a Courmayeur, controlla o è fortemente presente sul versante franco-svizzero nelle seguenti stazioni invernali: La Plagne, Tigne, Les Arcs, Les Menuires, Les Grands Montets, Meribel Alpina, Peisey Vallandry, più una partecipazione a Chamonix;

- la FIAT controlla al 100% la Sestrieres SpA, società che vede alla presidenza la dott. Tiziana Nasi, della famiglia Agnelli, e che gestisce l’intero comprensorio sciistico della cosiddetta “Via Lattea”, il quale, a sua volta, abbraccia numerose stazioni invernali a cavallo del confine franco-piemontese;

- CDC-Compagnie des Alpes non ha mai nascosto di puntare ad un ingresso in Sestrieres, e un accordo impostato prima ancora dell’assegnazione dei giochi olimpici, saltò per pochissimo.

Ora se si prende una cartina geografica e si disegnano gli “insediamenti” dei due gruppi oggi alleati, “scopriamo” che le principali stazioni sciistiche di tutte le alpi occidentali sono nelle loro mani

 

 

Per quanto riguarda invece le infrastrutture ferroviarie:

- la FIAT è risultata, sin dagli inizi, fortemente interessata nel progetto della Torino-Lione, così come ne hanno voluto attivamente lo sviluppo altre realtà industriali e finanziarie quali Pininfarina e la CDC, anche attraverso la creazione comune di appositi comitati promotori;

- in effetti nell’ambito dell’incontro italo-francese del 29 gennaio 2001 a Torino, tra l’allora ministro italiano Nerio Nesi ed il suo omologo francese Gayssot, (al cui ordine del giorno vi erano, tra l’altro, le decisioni su Monte Bianco e TAV-Torino Lione), ebbero luogo anche alcuni colloqui tra i ministri, Umberto Agnelli e Sergio Pininfarina, questi ultimi in qualità di rappresentanti dei soggetti cointeressati alla realizzazione della nuova linea ferroviaria;

tra le imprese che hanno partecipato agli studi di fattibilità per la galleria di base della Torino-Lione, come si è detto, vi è la Scetaroute del Groupe Egis della CDC.

Non è evidente invece, quale “percorso” porti a definire San Paolo IMI, al momento, “potenzialmente interessata ai lavori di rifacimento del Traforo del Monte Bianco” dove, al contrario, sono già evidenti gli interessi di CDC sia attraverso ATMB che, tramite Egis-Scetaroute, ripetiamo, partner della Spea-Autostrade per gli interventi di ripristino.

 

Forse a quel “potenzialmente”, in questo caso, bisogna dare un significato proiettato sul futuro, che ci porta quindi a ragionare sulle prospettive del Traforo che il ministro Lunardi (e non solo lui) ha descritto in termini di ... “raddoppio”.

 

SCHEMA RIASSUNTIVO DEGI INTERESSI DELLA CDC E DELLA CDA NEI TERRITORI DELLE ALPI OCCIDENTALI

 

 

Alcune considerazioni e domande

tornando all’impianto di Dolonne                                top

 

La Regione

Il presidente della Giunta Regionale Dino Viérin, nel rispondere ad una recente interpellanza sulla vicenda dellla “nuova telecabina, ha dichiarato ufficialmente che l’impianto di Dolonne Nord édi “interesse regionale” e, in ragione di ciò l’Esecutivo ha deliberato la derogabilità del PTP e si prepara a partecipare al previsto Accordo di Programma tramite il quale si possono superare gli altri vincoli disposti dalle normative; cioè la compatibilità dell’opera con il Piano Regolatore Comunale (che sarà oggetto di una apposita variante per rendere edificabili le zone oggi non tali), con ilPiano Regionale per gli impianti a fune  e il Piano di Sviluppo Turistico Comunale di Courmayeur, documenti di programmazione territoriale attualmente inesistenti per “ritardi” nella loro impostazione rispettivamente di Regione e Comune.

Ci chiediamo:

- come mai “tanto furore” e tanta attenzione per un impianto di risalita che trasporterà, stando a quanto “dichiarato” nel progetto, meno di 2000 pers./h.?

- È così importante l’impianto oppure ciò che è veramente importante è la Compagnie des Alpes  (CDA) che ne vuole la realizzazione?

- Le sostanziali continue ed annose interferenze oggettive della Regione in questa vicenda (nonostante le sempre troppo belle dichiarazioni di principio in senso contrario), le forzature, gli escamoteges entro i margini della legalità ma oltre i limiti dell’etica, hanno ancora una giustificazione democratica?

- Tali comportamenti saranno riprodotti per il rifacimento della Funivia del Monte Bianco e per gli alri grandi interventi in discussione, che concerneranno a breve il territorio di Courmayeur?

- Perché le leggi son sempre “usate” contro i cittadini e a favore dei potenti?

- Tutto ciò ha Forse qualcosa a che fare con quella “visione tribale della politica” che un eletto valdostano ha con tanta precisione così definito in una intervista ad un giornale nazionale e che troppi in Valle d’Aosta sembrano voler cavalcare e celebrare ad ogni passo?


I “tutori” del Monte Bianco                                         top

 

Da alcuni mesi la nostra comunità registra la presenza di un gruppo di cittadini che si ergono a “tutori della difesa del nostro inestimabile e incomparabile territorio”; parliamo dell’Associazione per la Difesa del Monte Bianco-ADMB.

- Dove sono in questa vicenda?:

- come mai essi, e la grande maggioranza dei loro attuali partners, stanno in silenzio sulla vicenda di Dolonne Nord?

- come mai si sono sobbarcati un trasferimento di oltre 500 km. per andare a Treviso a contestare Benetton, quando hanno in casa la CDC-CDA ed il “loro” modo di condurre questa vicenda?

Crediamo che sia incomprensibile che l’Associazione francese ARSMB, ispiratrice della nostrana ADMB, sia addirittura “espatriata” per andare fino a Treviso, invece di rivolgere le sue energiche proteste verso la “sua” CDA presente anche a Chamonix o la capofila CDC a Parigi.

Ci pare di poter cogliere una vena di “ciarlataneria” bella e buona nel voler fare i “no-global” quando conviene mediaticamente e nel fare … gli “indiani” quando al contrario la contestazione della globalizzazione diretta e tangibile di casa nostra potrebbe creare più di un imbarazzo in qualcuno o evidenziare più di una contraddizione in qualcun altro.

 

 

La Maggioranza del Comune di Courmayeur            top

 

Anche per gli incrollabili consiglieri della Maggioranza Consiliare crediamo “nascano spontanee” alcune domande

- Perché, in ormai quasi 5 anni, non é stata neppure ipotizzata la stesura di un Piano di Sviluppo turistico del Paese?

- Perché si persegue la pubblica utilità per un parcheggio che non é utile per la comunità? (si vedano le nostre osservazioni)

- Perché non si é fatto di tutto per definire, ora che era possibile, (e solo ora perché in seguito non vi saranno più margini di trattativa) tantissimi particolari e precisazioni all’interno di un accordo vincolante come quello approvato il 7 giugno?

- Perché tutta la comunità sarà costretta a rinunciare a consistenti risorse, che per decenni non potranno essere utilizzate altrimenti (costi di gestione e manutenzione del parcheggio e “annessi e connessi”), a oggettivo favore di un’impresa privata?

-  Perchè gli espropri?

-  Il consistente valore aggiunto che il capitale della CMBF acquisirà a seguito della realizzazione del nuovo impianto, essendo basato su espropri a cittadini di Courmayeur, non é ritenuto una vera e propria omissione di tutela degli interessi della nostra comunità ed in questo senso una gravissima ingiustizia?