SPAZIO APERTO

esperienze e  proposte dalla rete

  Cittadini - Citoyens

Courmayeur 
26 settembre-15 ottobre 2002    

Manifesto di sintesi di un processo di democrazia partecipata in occasione delle 
elezioni amministrative  2002

Courmayeur 10 agosto 2003

Lettera aperta di richiesta di un'assemblea popolare consultiva sul nuovo 
Piano Regolatore Comunale

leggi la risposta del Sindaco

NB la risposta, ricevuta il 5/9/2003 
non riporta data ufficiale)

Manifesto di sintesi di un processo di democrazia partecipata in occasione delle 
elezioni amministrative  2002

Il percorso

Premessa

La nostra forza, i nostri limiti

Per un piano di sviluppo sociale ed economico di Courmayeur

RIORDINO

CENSIMENTO

SVILUPPO

 

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ELEZIONI AMMINISTRATIVE A COURMAYEUR

Il Percorso

Si è conclusa con la produzione di un PROGRAMMA-MANIFESTO l'esperienza di partecipazione attiva al passaggio elettorale avviata nell'autunno 2002 a Courmayeur.

I Cittadini che hanno partecipato all'iniziativa (articolata in quattro incontri pubblici che hanno avuto luogo tra il 26 settembre ed il 15 ottobre, a cui sono intervenuti mediamente 25 cittadini a volta, per un totale di circa 50-60 persone diverse, essendovi stato un certo ricambio di presenze alle singole riunioni) hanno preso atto che non c'erano le condizioni per arrivare a dare vita ad una lista che partecipasse direttamente alla competizione elettorale, ma sono arrivati alla conclusione di condividere, sotto questa forma, con tutta la popolazione del paese, l'esito del loro lavoro.

Il percorso ha comunque messo in evidenza la necessità di portare avanti questi momenti di confronto e di informazione ed è quindi stato preso l'impegno di organizzare almeno due volte l'anno degli incontri analoghi a quelli di quelle settimane nell'ambito quali sia possibile pubblicamente fare il punto della situazione sulla vita amministrativa del paese e sulle scelte più importanti della comunità, nonché eventualmente di dare vita a dei gruppi di studio e di analisi per approfondire i temi e le questioni evidenziati nel programma-manifesto.

Per quanto riguarda lo specifico del voto del 17 novembre 2002, i cittadini che hanno dato vita a questo percorso non hanno ritenuto di poter o dover dare nessuna indicazione di voto, anche perché al momento della chiusura di questo percorso, non erano ancorra scadututi i termini  per la presentazione delle liste non e non era ancora dato conoscere con certezza che natura avrebbero avuto le liste che avrebbero partecipato alla competizione e quali fossero i loro programmi.

Furono comunque invitati  tutti gli elettori di Courmayeur a non disertare le urne in quanto il non-scegliere è sicuramente la peggiore scelta che si possa fare in democrazia; il percorso fatto in quelle settimane, le riflessioni e i confronti pubblici che hanno avuto luogo nel corso dei quattro incontri, la possibilità e la capacità di arrivare alla stesura di un programma-manifesto dimostrano senza ombra di dubbio che volendo, i singoli cittadini, anche al di fuori dei meccanismi dei partiti possono e devono rispondere con responsabilità al diritto-dovere di partecipazione democratica.

Un ultima riflessione emersa nel corso degli incontri riguarda il fatto che, se la legislatura amministrativa durasse 4 anni (invece i 5) questo produrrebbe un progressivo allontanamento della scadenza elettorale di Courmayeur, dall'appuntamento con le Regionali e svincolerebbe finalmente  il  paese da un condizione di "laboratorio di prova" che tanto finisce per pesare sulle scelte locali e quindi sul nostro futuro.

Luisa Aureli Bergomi ed Eligio Milano

 

 

Premessa 

Noi riteniamo che la democrazia reale non stia funzionando e che, per questo, i cittadini si sentano sempre più deprivati di ogni potere effettivo.

Molti sembrano avere perso la voglia di progettare e persino la capacità di immaginare un futuro diverso.

Tante persone si trovano in una crisi profonda, dovuta all'incapacità di comprendere le origini e le cause dei problemi che abbiamo di fronte.

Ancor prima delle risposte giuste non si riescono ad individuare le giuste domande, mentre appare evidente che, se non si vede ciò che è sbagliato, sarà difficile mettere in campo nuove e forti idee.

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La nostra forza, i nostri limiti

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La nostra forza, i nostri limiti

Abbiamo lavorato insieme con la volontà di cambiare il modo di amministrare questo paese.

Desideriamo che i cittadini partecipino costantemente e attivamente sia alla costruzione delle scelte per il nostro Comune che alla sua gestione.

Crediamo che un futuro sano dal punto di vista della democrazia reale, si possa impostare solo lavorando "CON" i cittadini, rifiutando la filosofia della "delega" in qualunque momento e a qualunque livello.

Proponiamo perciò una Courmayeur

1)  svincolata da patrocini partitici e/o "di palazzo";

2)  capace di cercare di avere una visione strategica e complessiva del proprio sviluppo, quale unico metodo adeguato per abbandonare per sempre la pratica delle risposte settoriali e parziali ai singoli temi ed alle singole "emergenze";

3)  fortemente impegnata a creare le più vaste e strette sinergie con gli altri comuni della Valdigne, sino alla realizzazione, di fatto, di un "distretto" sociale ed economico integrato;

4)  originale nelle realizzazioni che la sua popolazione saprà concretizzare, esprimendo al massimo le proprie competenze e la propria creatività.

Il nostro modello sociale di riferimento è quello della "Consorteria" come soggetto che ha dimostrato, nell'arco del tempo, di essere in grado di costruire le riposte più adeguate alle esigenze della comunità che la costituiva, al di là di ingenui principi di "solidarismo", ma nella pratica secolare di una cooperazione molto concreta.

 

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Per un piano di sviluppo sociale ed economico di Courmayeur

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Per un piano di sviluppo sociale ed economico di Courmayeur

·      Siamo convinti che non siano i temi dell'ordinaria amministrazione e manutenzione a poter distinguere una "buona" proposta amministrativa; fognature, acquedotti, marciapiedi, asfaltature ecc. sono impegni dovuti per una qualunque maggioranza, e perciò non parleremo di questi temi nelle prossime pagine.

·       Crediamo invece che si debba lavorare con metodo sui grandi temi della comunità e per questo abbiamo deciso di articolare la nostra elaborazione sotto tre grandi capitoli:

I.      RIORDINOdelle confuse prospettive attualmente in campo a Courmayeur a diversi livelli di realizzazione;

II.    CENSIMENTO delle risorse (culturali, economiche e turistiche, sportive, ambientali, sociali) già presenti nel territorio e oggi in gran parte non adeguatamente valorizzate

III.   SVILUPPO di un modello sociale, economico e turistico di profonda innovazione per il rilancio del paese.

Dagli incontri di preparazione sono emerse e sono state sviluppate alcune osservazioni che meritano di essere adottate come punto di partenza.

·      Nel 1986 (Bicentenario della Conquista del Monte Bianco) Courmayeur era ai primissimi posti nella "classifica" delle maggiori stazioni turistiche alpine e veniva spesso presentata come diretta alternativa di Cortina d'Ampezzo. Questo risultato era stato ottenuto al termine di un periodo di coinvolgimento di tutta la popolazione in un percorso che aveva saputo valorizzare e gratificare al meglio i diversi ambiti e aspetti della comunità. 

Oggi il nome di Courmayeur  non compare più nemmeno nell'elenco delle prime dieci località turistiche di montagna.        
Rilanciare il nostro paese dunque non significa semplicemente operare per "tenere" una posizione a rischio, ma vuol dire innanzitutto prendere coscienza della situazione reale e conseguentemente fare delle scelte per riconquistare un prestigio ormai perduto e forse dimenticato.     

·       Uno degli elementi di forza che avevano consentito a Courmayeur di acquisire il prestigio di qualche decennio fa, stava proprio nel fatto che la sua offerta non si limitava semplicemente ad una efficiente rete di servizi e di proposte di "loisir", ma innestava questi "prodotti" adeguati e di qualità su di un forte ed autentico tessuto sociale alpino, che con la sua cultura, la sua originalità ed un riconoscibile stile di vita permeava, caratterizzandolo e rendendolo unico, ogni momento della  "ospitalità".     

Oggi si tratta di riportare al centro dell'immagine che Courmayeur ha di se' e che proietta all'esterno, proprio questa specificità sociale e culturale, che esiste ancora, che è ancora profondamente ed autenticamente radicata, che è diventata stile di vita e identità anche per molti Courmayeureins non nati in paese, nonostante le  pesanti mortificazioni patite nel tempo.   

 

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I.         RIORDINO

1)     ARROCCAMENTO DI DOLONNE: 

Noi riteniamo che il nuovo Consiglio Comunale NON DEBBA RATIFICARE l'Accordo di programma che prevede la realizzazione della telecabina cosiddetta di "Dolonne Nord".

E questo per diverse ragioni:  

  1. Il progetto presentato sia nella prima che nella seconda versione, da solo condizionerebbe in modo irreversibile ogni ulteriore e diversa alternativa di sviluppo del paese, ipotecherebbe in senso negativo ogni possibile sviluppo del domaine skiable  dello Chécrouit, metterebbe a rischio il futuro della Funivia Gigante;       

  2. La realizzazione di questo progetto è incompatibile con tutte leggi Comunali e regionali di Pianificazione urbanistica (PTP, PRGC) che sono state forzate e/o scavalcate con procedure e deroghe forse legittime "legalmente" ma moralmente condannabili, perché applicate in modo arbitrario e con discriminante discrezionalità;

  3. Addirittura si è giunti alla possibilità di esproprio di terreni privati e a prospettare l'assunzione in carico per il paese di pesanti costi di gestione per la realizzazione di un'opera che è stata chiaramente contestata da amplissime parti della Comunità e il tutto a favore di un "grande" soggetto privato.

Crediamo che tra gli abitanti ed i frequentatori di Courmayeur sia possibile reperire le risorse necessarie per realizzare un impianto leggero (una seggiovia da 1500/1800 p/h) con partenza dalla zona del vecchio skilift di Dolonne.       

2)   COMPAGNIE DES ALPES   

Noi riteniamo che l'Amministrazione Comunale DEBBA fare tutto il possibile per favorire l'uscita di questa società dalla proprietà degli impianti e dal controllo del Comprensorio sciistico di Courmayeur.    

Questa filiazione di una potentissima multinazionale ha sviluppato una politica aziendale in netto contrasto con gli interessi della Comunità intera ed ha contribuito ad accelerare i processi di crisi che già facevano soffrire il nostro paese.

L'Amministrazione comunale dovrebbe relazionarsi con la nuova proprietà in modo molto più dignitoso che nel passato, riprendendosi in pieno il ruolo che le compete di unico soggetto democraticamente legittimato a compiere le scelte strategiche dello sviluppo.

 

3)   FUNIVIA DEL MONTE BIANCO      

Essendo la Regione Valle d'Aosta proprietaria dell'impianto che deve essere rifatto perché a scadenza definitiva nel 2006, è necessario che l'Amministrazione Comunale chieda che il nuovo impianto si integri nel tessuto economico di tutto il paese e, pur mantenendo una propria autonomia e economicità, diventi una risorsa reale per tutta la struttura turistica e commerciale di Courmayeur.

Questo a nostro avviso, relativamente alle ipotesi di progetto fino ad oggi conosciute, implica il ridimensionamento della struttura immaginata; la localizzazione della nuova partenza di valle deve garantire e valorizzare il ruolo economico-turistico e sociale della zona di La Palud.   

La nostra ipotesi è che il rifacimento di questo impianto diventi il fulcro di un sistema integrato di fruibilità rispettosa, di tutto il massiccio del Bianco che includa, oltre a Punta Helbronner, anche la Val Ferret e la Val Veny, con infrastrutture di accesso diverse, ma gestibili dalla stessa società.

Non essendo possibile in questa fase definire adeguatamente i modi e le caratteristiche (tecniche e non solo) di questa ipotesi, le scelte strategiche in questo ambito saranno decise insieme alla popolazione nel corso della legislatura.

 

4)    LA VAL VENY E LA VAL FERRET

In attesa di risolvere definitivamente i problemi dell'accesso alle Valli, che prevede necessariamente tempi lunghi, (anche perché le decisioni assunte negli ultimi anni hanno vanificato un processo di crescita dell'abitudine ad una diversa fruizione delle stesse),

L'amministrazione si deve impegnare da subito, di concerto con gli operatori e i proprietari, e con il coinvolgimento di tutta la popolazione di Courmayeur, ad adottare un piano di protezione e di sviluppo delle due Valli che preveda una seria e credibile regolamentazione, sostenibile sia dal punto di vista ambientale che da quello  economico e imprenditoriale.

 

5)   IMPOSTE E SERVIZI COMUNALI

Al fine di contribuire concretamente alla riduzione dei costi che gravano sugli abitanti e sulle imprese del territorio, L'Amministrazione si dovrà impegnare a fondo nel richiedere ed ottenere la revisione degli Estimi Catastali, che oggi per il nostro paese sono tra i più alti d'Italia e che si riferiscono ad una realtà già opinabilmente valutata quando Courmayeur era all'apice del prestigio e della fama.

Nel frattempo, poiché si tratta di una prospettiva lunga ed incerta, l'Amministrazione Comunale dovrà portare al minimo consentito per i residenti e gli operatori economici locali, i parametri dell'ICI ed in generale le tariffe dei servizi pubblici (acqua, nettezza urbana ecc.)

Le minori entrate saranno compensate da una più oculata gestione delle spese Comunali, a partire dalle varie indennità di carica del Sindaco, della Giunta e degli Amministratori.

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6)    LA CARTOGRAFIA

Data la natura fortemente politica e non puramente tecnica del tema, l'Amministrazione dovrà procedere una ri-verifica delle cartografie adottate al fine di garantire una documentazione a prova di "discrezionalità" e quindi di discriminazione tra cittadini.

 

7)     IL TUNNEL DEL MONTE BIANCO

L'Amministrazione si dovrà impegnare con tutti i mezzi a sua disposizione affinché il traffico pesante sotto il tunnel del Monte Bianco non superi le 400.000 unità annue (-50% rispetto al 1998) e e dovrà battersi energicamente contro ogni eventuale ipotesi di raddoppio dello stesso.

Inoltre l'Amministrazione dovrebbe farsi promotrice delle nascita di una rete di Amministrazioni locali, coinvolte in vario modo dalla "tragedia" del transito internazionale delle merci, per predisporre strumenti idonei e proposte legislative atti a contrastare lo scempio che l'attuale modello dei trasporti impone su territori sensibili dell'intero continente.

L'obiettivo dovrà anche essere quello di spingere la rete a promuovere dei percorsi di ricerca finalizzati allo studio e all'individuazione di modelli alternativi.

Courmayeur potrà così essere protagonista globale e "soggetto" primario di un modo assolutamente nuovo di porre le Autonomie locali come interlocutrici di base di un'Europa dei Popoli.

8)     LE ACQUE

Già oggi, ma soprattutto negli anni a venire, l'acqua diverrà sempre più evidentemente una risorsa centrale per lo sviluppo o addirittura per la sopravvivenza.

·   L'acqua come "vita"

·   L'acqua come elemento centrale dell'esistenza degli ambienti naturali

·   L'acqua come prodotto alimentare

·   L'acqua come risorsa ineludibile per agricoltura e industria

·  L'acqua come fonte di energia rinnovabile

Non a caso il 2003 sarà Anno Internazionale dell'Acqua Dolce e uno degli impegni primari sarà quello di garantire a tutti gli uomini del pianeta "l'accesso all'acqua".

Il nostro territorio è ricco di acque e questo deve essere considerato un patrimonio da valorizzare razionalmente per le esigenze e lo sviluppo di Courmayuer; da utilizzare, da preservare, da riuscire a condividere con altre comunità, senza che ciò comporti un impoverimento e da tutelare da speculazioni e logiche di "rapina".

 

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II.    CENSIMENTO DELLE RISORSE

Raramente un Comune anche più vasto di Courmayeur ha a disposizione le risorse che sono presenti sul nostro territorio; si tratta di un patrimonio pubblico e privato, naturale e sociale che in parte ha la necessità di essere rivitalizzato e valorizzato, ma che nella maggior parte dei casi è, o sarebbe, enormemente vitale a condizione che venisse gestito, opportunamente considerato ed inserito in una rete di attività finalizzate per lo sviluppo della Comunità intera.

Per quanto ci riguarda abbiamo individuato alcuni grandi "titoli" sotto i quali raggruppare le diverse risorse:

·     RISORSE CULTURALI - (per esempio: scuole, musei, centri di studi, biblioteche, spazi espositivi e congressuali pubblici e privati, Fondazioni, gruppi e soggetti artistici, eventi a cadenza fissa, beni artistici, beni della tradizione culturale, ed in generale tutte le relazioni di cui sono portatrici queste realtà)

·     RISORSE SPORTIVE - (per esempio strutture quali: Palaghiaccio, impianti sciistici, impianti golfistici, pesca, impianti comprensoriali quali piscine e/o centri equestri)

·     RISORSE AMBIENTALI - (per esempio: valli, sentieri, corsi d'acqua, siti panoramici, oasi e/o riserve naturalistiche)

·     RISORSE TURISTICO-ECONOMICHE - (per esempio: sistema alberghiero, sistema commerciale, sistema locazioni private, ristorazione, realtà imprenditoriali locali)

·     RISORSE SOCIALI - (per esempio: Istituzioni pubbliche locali, distrettuali e regionali,  associazioni ed organizzazioni di categoria, forme associative di volontariato e/o di servizio, esperienze formali ed informali di attività sociale e culturale)

Naturalmente l'Amministrazione deve riuscire a mettere in rete tali risorse con le attività svolte dalle forze economiche e sociali, per finalizzare la loro attività alla creazione della qualità e della tipologia dell'offerta turistica che il paese può dare.

Del pari l'Amministrazione deve mettere a disposizione tutta una serie di servizi di base che consentano di ridurre al minimo i costi di sostentamento di associazioni e cooperative destinate a far funzionare al meglio l'utilizzo di queste stesse risorse

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III.    LO SVILUPPO

L'idea chiave della nostra proposta di sviluppo è la seguente:

Courmayeur può e deve essere attiva e viva come comunità socio-economica

365 GIORNI L'ANNO

liberandosi dai gravi limiti della stagionalità, peraltro sempre più ristretta

e sempre più ostaggio di fattori esterni (quali quelli metereologici),

o comunque non gestibili dalla comunità stessa.

Per andare in questa direzione e raggiungere questo risultato è necessario impostare un percorso che trovi i suoi punti di partenza e di forza nelle scelte di Riordino e nei processi di Censimento-Valorizzazione delle risorse esistenti, ma che si sviluppi anche attraverso altri passaggi.

Occorre innanzitutto tenere presenti degli elementi che crediamo siano sintetizzati efficacemente in alcuni passaggi della relazione che il dott. Edward W. Mannings (direttore associato del “Centre for a Sustainable Future, and Principal, Environmental Management, Consulting and Audit Canada“ di Ottawa) presentò in due occasioni a Courmayeur tra il 1996 ed il 1997 nell'ambito di iniziative pubbliche organizzate dalla Fondazione Courmayeur:

 «Il turismo è in un certo senso al vertice della catena economica dei consumi, essendo dipendente dalle azioni di tutti i settori per sostenere le sue attività. Nello stesso tempo questa industria è estremamente sensibile ad ogni disgregamento economico, culturale o ecologico. Spesso, l’industria del turismo è stata la causa dei suoi stessi problemi, contribuendo al degrado dei sistemi fragili da essa occupati.»

[…]Più che in qualsiasi altro settore, il turismo dipende ed è sensibile alle qualità dell’ambiente naturale ed umano.

La ragione per la quale i turisti scelgono una destinazione è fortemente influenzata dall’ambiente naturale e culturale di questo luogo.

I turisti ricercano ambienti sicuri, puliti, interessanti e vari.

L’industria del turismo controlla raramente la maggior parte dei beni culturali o naturali che devono essere impiegati al servizio dei bisogni del turismo, ma dipende dall’efficace gestione di intere regioni e mete per la sua propria sussistenza.»

In altri termini, non si può dimenticare la stretta connessione che esiste fra la qualità dell'ambiente sociale e la qualità del prodotto turismo: come dire che il livello del secondo dipende direttamente dalla salute e dall'autenticità del primo, e che quindi non si può evitare di operare sul primo nel cercare di creare le condizioni di sviluppo del secondo.

Non si può immaginare un adeguato ed efficace Piano di Sviluppo senza accettare di dover procedere con una ristrutturazione profonda, sul piano sia economico che sociale, dell'intero "Sistema Courmayeur", a cui tutti debbono partecipare e concorrere.

Quali direzioni debba prendere questa "ristrutturazione" e quali tappe debba seguire, è una questione di scelte che, secondo noi, non possono che scaturire da un percorso collettivo di tutta la comunità, per esempio del tipo di quelli già sperimentati in alcune comuni e finalizzati alla stesura di "Piani partecipati".

Si tratta di percorsi che si avvalgono delle competenze di "esperti" il cui compito non sta nella invenzione di "risposte vincenti", ma nella sistematizzazione e chiarificazione dei bisogni emergenti e delle possibilità esistenti; non dei "maghi", dei "direttori di stazione" con incarichi decisionali, ma dei coordinatori "al servizio" delle riflessioni e delle elaborazioni proprie della Comunità.

Allo stato attuale noi crediamo che sia prioritario definire un metodo per impostare questo percorso di sviluppo, anche perché riteniamo che non sia possibile identificare un unico "intervento strategico" (un impianto, un evento ecc.) grazie al quale risolvere e sbloccare da un momento all'altro lo stato di crisi: è una strada già sperimentata che ha già mostrato i suoi limiti.

Ogni investimento ed ogni intervento (infrastrutturale e non solo) dovranno quindi essere coerenti con il disegno complessivo e non ci si dovrà più permettere di "innamorarsi", come troppe volte avvenuto nel passato, di quella che a breve termine é ritenuta "l'idea vincente" e che ad un'analisi più approfondita, e poi nel tempo, si rivela un vero e proprio boomerang (basti pensare a miti quali "le seconde case", le scelte del "tutto-sci" ecc.), in generale perché troppo "settoriale".

Si tratta piuttosto di ridefinire e ricostruire uno "stile" che torni ad essere  elemento caratteristico, riconoscibile in ogni manifestazione del Sistema; un "marchio" che contraddistigua e contemporaneamente garantisca un prodotto, che sappia ricostruire il prestigio e l'alta qualità dell'offerta che sono indiscutibilmente la radice storica della vocazione di Courmayeur.

Prestigio e qualità che però non bastano più se mirati solo ad un mercato d'élite.

Occorre far maturare nel "Sistema Courmayeur" una caratteristica di flessibilità e malleabilità che consenta di allargare le offerte possibili del paese.

Occorre che le diverse attività possano essere predisposte a rispondere adeguatamente ai mutamenti rapidissimi della società del III millennio

Un sistema troppo rigido e "monoculturale", è troppo soggetto a frantumazioni, è troppo vulnerabile di fronte alla modifica costante del mercato; un sistema più flessibile può al contrario non perdere in qualità ma essere pronto a confrontarsi con diversi livelli e tipologie di offerta.

Proprio la quantità e la poliedricità delle risorse del paese, il differente ruolo che ciascuna di esse può e deve ricoprire all'interno del "sistema" possono consentire una molteplicità di "offerte" che, pur a diversi livelli, siano sempre competitive, in una posizione di vertice nel rapporto qualità/servizio.

Per esempio: il sistema alberghiero e commerciale di Courmayeur è già oggi estremamente composito ed eterogeneo: si va dagli alberghi da due stelle a quelli da quattro stelle, da locali che propongono prodotti e servizi mirati su una clientela "media", a realtà strutturate per una utenza di élite.

Già solo questo disegna un Sistema Courmayeur capace potenzialmente di rispondere a mercati diversificati, ai quali deve comunque sempre essere garantito il più alto livello di rapporto qualità/prezzo.

È probabilmente su tale "potenzialità" che si basa il forte interesse dei tour-operator che da qualche tempo hanno acquisito il controllo di realtà economico-turistiche del paese e che le utilizzano, puntando a intercettare quel tipo di mercato che essi identificano come produttivo.

Per mantenere all'interno della Comunità locale il controllo di queste potenzialità, è dunque secondo noi necessario che il "Sistema Courmayeur-distretto Valdigne" prenda coscienza di ciò, e nel contempo si convinca che il mercato è altrettanto diversificato e che per questa ragione, a seconda del momento e della situazione, vi possa essere una prevalenza di attenzione sull'una o sull'altra fascia e tipologia di servizio e di offerta.

Il che vuol dire accettare di strutturarsi perché nelle diverse occasioni e nelle diverse proposte siano l'uno o l'altro "settore"  di Courmayeur a essere "trainanti" nell'attività del paese.

Le ipotesi di attività e di ricerca di mercato sono sicuramente decine (dal turismo convegnistico e di stages, alle vacanze-studio, alle gite scolastiche, ai pacchetti naturalistico-sportivi, agli eventi culturali ecc.); molte di queste sono già state "sperimentate" e su molte si possono e si potranno aprire dei grandi confronti, ma ciò si potrà concretizzare soltanto se gli operatori e l'amministrazione metteranno in atto un'approfondita capacità di confronto sia operativa che strategica nella condivisione delle finalità.

Solo per fare alcuni esempi, per proporre alcune possibili "immagini concrete" si può partire da alcune idee:

· ognuno dei 52 week-end dell'anno (venerdì pom, sabato, domenica) si deve addivenire ad una offerta strutturata di servizi sportivi efficienti, progetti di escursioni e visite culturali artistiche, programmi cinematografici, serate di danza, discoteca e almeno un "evento" (104 giorni lavorativi);

· il Festival Noir potrebbe "riproporsi" sotto forma di rassegne, consuntivi stagionali del settore cinematografico, convegni per altri 6 gg. nel corso del mese di luglio e viceversa appuntamenti quali Celtica potrebbero trovare una loro "forma" invernale di alcuni giorni; l'esperienza dei corsi settimanali di Cluster (vacanze studio musicali) individuando adeguate formule, potrebbe espandersi anche su altri periodi dell'anno (gennaio, febbraio, aprile, maggio) così come i corsi e gli appuntamenti sportivi non legati direttamente alla neve e alle risorse naturalistiche (calcio, tennis, basket, tennis-tavolo, pattinaggio, arrampicata sportiva ecc.) possono diventare occasione di presenze per decine di settimane l'anno;

· le Fondazioni con sede in Courmayeur possono arrivare a garantire almeno 10 convegni annui distribuiti lungo 10 mesi;

· i mesi di aprile maggio possono essere mirati a ospitare offerte e servizi specifici per il mercato delle gite scolastiche laddove i periodi autunnali (settembre, ottobre, novembre) possono diventare il momento per promuovere il turismo naturalistico ed enogastronomico coniugati con eventi-concorsi artistici (pittura-fotografia ecc.)

In ogni caso, partendo dal dato che il turismo stanziale, di anno in anno accorcia sempre di più i propri periodi di soggiorno, e che la tendenza è viceversa quella di tanti brevi periodi nell'arco di tutti i dodici mesi (caratteristica questa della mobilità turistica del terzo millennio e non solo dell'utenza di Courmayeur) non è più neppure concepibile (né saggio imprenditorialmente) che per almeno 4/5 mesi all'anno, la nostra località sia in disarmo.

Lo stesso mercato del lavoro terziario (e il turismo è un settore del terziario) si sta inventando formule interinali di collaborazione, di utilizzo di servizi, di mobilità, di ecletticità delle professionalità, in grado di adeguarsi e conseguentemente rendere adeguato il sistema e le proprie "offerte" alle nuove "domande".

Ancora facendo degli esempi, il fatto che "la montagna" non sia più un "prodotto" di moda è un dato che non può semplicemente essere rifiutato e/o stigmatizzato; è una "crisi" generale; è invece necessario prendere atto di ciò e inventarsi offerte di successo all'interno delle quali l'ambiente montano non sia che lo "scenario di fondo"; se poi vi sarà una sapiente gestione in questa direzione, essa potrebbe anche contribuire a far tornare "la montagna" tra i bisogni di moda; ma questo nella fase attuale è da considerarsi un possibile, rilevante ed auspicabile "effetto collaterale" di medio-lungo termine.

Associazionismo, cooperativismo, lavoro di gruppo "a rete", consorzi, sono gli strumenti che possono stimolare e costituire il tessuto portante dello sviluppo, in una precisa definizione e distinzione di ruoli, competenze, autonomie decisionali e finanziarie tra pubblico e privato.

L'Amministrazione pubblica può e deve svolgere un ruolo di "propulsore" nello sviluppo di questi strumenti, mettendo a disposizione, su richiesta, servizi di base (in una logica di riduzione ed ottimizzazione dei costi), ma con diritto di recesso immediato in caso di mancato raggiungimento degli scopi, nonché con il coraggio di non ostacolare la "libera concorrenza" nel caso di evidenti difficoltà.

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Courmayeur 10 agosto 2003

Lettera aperta di richiesta di un'assemblea popolare consultiva sul nuovo 
Piano Regolatore Comunale

 

LETTERA APERTA

                              Al Presidente del Consiglio Comunale di Courmayeur

      Ai Capigruppo Consiliari di Courmayeur

  e.p.c ·    Ai Consiglieri Comunali di Courmayeur

OGGETTO: Proposta di Assemblea Consultiva

Egregi Signori,

tramite Voi ci rivolgiamo al Consiglio Comunale, quale organo politico amministrativo di Courmayeur, per inoltrarvi alcune considerazioni e richieste, che riteniamo di fondamentale importanza per la vita democratica e la consapevolezza responsabile dei cittadini.

Sotto il simbolo “Cittadini-Citoyens”, abbiamo elaborato, nell’ottobre del 2002, in occasione delle Elezioni Comunali, una bozza di programma politico di sviluppo della nostra comunità; il lavoro è stato fatto insieme a circa 40 cittadini complessivamente ed il testo presentato è stato frutto di seri ed approfonditi dibattiti.

Come firmatari del documento ci siamo impegnati a seguire la vita politico-amministrativa e ad interloquire con il Consiglio Comunale ogni volta che se ne fosse presentata l’occasione ovvero la necessità, per cui, nello scrivervi, in un certo senso onoriamo l’impegno pubblico preso.

Confidiamo nella Vostra sensibilità e soprattutto nelle dichiarazioni delle Vostre liste, di voler operare in modo trasparente e di informare in modo chiaro e comprensibile, per chiedervi di considerare con attenzione la presente.

Alcuni cittadini ci hanno manifestato forti disagi ed altri, da noi interpellati per riscontro, hanno confermato una diffusa sensazione di smarrimento e si sono fortemente lamentati.

In primo luogo essi non comprendono la Vostra nuova abitudine di tendere ad operare attraverso cosiddetti “consigli informali”, cioè riunioni del Consiglio Comunale non ufficiali e a porte chiuse.

Non si tratta di una questione di legittimità o meno, ma di conseguenze: infatti, quando a questi incontri segue un “Consiglio formale”, maggioranza e minoranza dibattono su argomenti di cui i consiglieri conoscono tutti i particolari, su cui si sono già confrontati e di cui hanno già discusso, trasformando il “dibattito formale ed ufficiale” in un susseguirsi di riferimenti, allusioni, e quant’altro detto in precedenza, che spesso risulta incomprensibile ai cittadini non direttamente coinvolti dal tema, i quali finiscono per non capire nulla.

Sotto l’aspetto della chiarezza e della trasparenza si può finire per rimpiangere le tanto vituperate Commissioni, che, quando funzionano, almeno, sono tenute ad una puntuale verbalizzazione dei loro lavori, nonchè alla stesura di una relazione circostanziata al Consiglio e a comunicare con precisione i termini del problema.

In particolare, proprio il grave “deficit” di comunicazione sta creando, nella comunità, sconcerto, sfiducia, “rabbia” per ciò che riguarda il Piano Regolatore Generale Comunale.

Ci si chiede il senso e l’effetto delle decine di “varianti non sostanziali” al PRGC accumulatesi negli ultimi anni, e quanto sia ancora rimasto della “sostanza” dello stesso; ci si stupisce per concessioni edilizie improvvisamente possibili su aree note a tutti come da tempo vincolate; ci si interroga su vincoli scaduti e non rinnovati; ci si confronta e scontra con la circolazione di voci ed ipotesi su nuove aree edificabili, anche in situazioni complesse, che sembrerebbero poter aprire ad una nuova stagione di speculazioni; si parla di interventi, in aree di interesse forestale di grande impatto.

Tutto ciò alimenta un clima di sospetto, di incertezze, di polemiche e di sfiducia; in poche parole, di lacerazioni del tessuto sociale ancor più profonde delle esistenti.

Abbiamo interpellato alcuni consiglieri comunali e come risposta abbiamo avuto: ´PRGC? Anche noi non ne sappiamo niente! … Ci saranno dei Consigli informali..; poi delle riunioni di maggioranza…ª

Ci “saranno”? In futuro? A tutt’oggi, neppure il Consiglio Comunale è stato coinvolto?

I sottoscritti hanno conoscenza teorica di esperienze di piani regolatori partecipati, cioè redatti con la partecipazione diretta della popolazione, ma non èquesta la sede per fare delle proposte.

Piuttosto sentiamo l’urgente necessità di chiedervi rispettosamente di organizzare in tempi brevi un’Assemblea Pubblica, in cui si presenti alla popolazione lo “stato dell’arte” del nuovo Piano Regolatore, intendendo con ciò il documento al punto di elaborazione a cui è attualmente giunto, e le prospettive di completamento; assemblea preceduta da un momento di disponibilità e accessibilità pubblica alla consultazione degli elaborati di documentazione.

In tale Assemblea, a nostro avviso, dovranno essere dati chiarimenti, motivazioni, assicurazioni, ma soprattutto disponibilità di ascolto e presa in carico di suggerimenti e proposte; un incontro insomma che non si configuri come una “presentazione”, ma come un momento di vera e propria, democratica “elaborazione collettiva”.

Pur sapendo bene che la procedura ufficiale prevede un periodo di tempo nell’ambito del quale è legalmente riconosciuta la possibilità di presentare osservazioni, riteniamo alquanto frustrante essere costretti a lavorare per “emendamenti” ad un prodotto poco o nulla dibattuto e comunque già chiuso e nella sua sostanza definito e immodificabile.

Tanto più che, in circostanze proceduralmente analoghe, si è dovuto sperimentare il quantomeno “poco cortese” atteggiamento di alcuni che considerano le osservazioni come una fastidiosa fonte di “perdita di tempo”.

Noi crediamo che uno strumento di gestione del territorio quale è il Piano Regolatore non possa essere considerato come un’equazione matematica che ha una ed una sola soluzione “giusta”; viceversa esso è(o dovrebbe essere) il frutto e la sintesi più largamente condivisa possibile di confronti e dibattiti; un “risultato” a cui devono poter concorrere le diverse sensibilità ed istanze della collettività.

Inoltre l’informazione, la chiarezza e la trasparenza sui “processi di formazione” delle scelte (i dibattiti, le opinioni ed i contributi dei singoli) crediamo che siano da considerarsi altrettanto importanti (e forse di più) quanto la “presentazione” e spiegazione delle decisioni assunte.

Riteniamo che l’Assemblea che proponiamo possa essere, nel concreto, al di là delle dichiarazioni di principio e delle belle parole pi_ volte dette, un momento adeguato e necessario per iniziare a smorzare le polemiche, fondate e non, e per riprendere la strada di una vivace, rispettosa e produttiva dinamica democratica.

Confidando che questa nostra proposta possa trovare un favorevole riscontro, oltre che nelle “dichiarazioni di intenti” contenute nei programmi e nelle dichiarazioni elettorali di entrambe le liste oggi presenti in Consiglio, anche nella volontà operativa dei consiglieri eletti, attendiamo una risposta entro tempi ragionevoli ma comunque brevi, anche alla luce dello spirito dello Statuto Comunale ed in particolare, per esempio, dell’Art. 48 -TITOLO VII – commi 1 e 2 che recitano: ´Assemblee consultive: 1) Possono indirsi assemblee generali degli elettori del Comune con poteri consultivi e propositivi cui partecipano gli organi comunali o loro delegati; 2) Le assemblee generali possono essere convocate dal Sindaco o su proposta di 1/5 dei consiglieri o del 15% degli elettori, entro trenta giorni dalla richiesta.ª

 

Ci è gradita l’occasione per porgere distinti saluti

In fede                           

Luisa Aureli Bergomi ed Eligio Milano

Courmayeur 10/8/2003

 

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