<<< progetto 
Intra montes
 
Il Centro L’attività

Il gruppo teatrale
 «Aulici Conversari»

I componenti

La Scuola di Dolonne

NEWS !!! 

Un impegno costante per la Pace, la Giustizia, la Libertà, la Dignità e la Memoria

NEWS !!! 

Un impegno costante per la Pace, la Giustizia, la Libertà, la Dignità e la Memoria

Centro di Studi e di Promozione Culturale

«A lessandro M ilano »

di Courmayeur

Ente con personalità giuridica di diritto privato per decreto del 
Presidente della Giunta Regionale V.d.A  3/7/1986 - n. 704,

 Associazione senza scopo di lucro,  costituita con atto pubblico  Rep. n. 65394/17004 del 28-5-1986

 

rif. Luisa Aureli Bergomi ed Eligio Milano

tel: 0165 / 844266 - 0165 / 841378 ( anche fax) 

rif. Scuola di Dolonne

tel: 0165 / 841108 (anche segr.)

NEWS !!! 

Un impegno costante per la Pace, la Giustizia, la Libertà, la Dignità e la Memoria

NEWS !!! 

Un impegno costante per la Pace, la Giustizia, la Libertà, la Dignità e la Memoria

 

 

 

Il Centro di Studi e di Promozione Culturale «Alessandro Milano»          top

« Almeno una volta nella vita, io credo, un giovane, per poter essere un cittadino democratico, deve confrontarsi con una grande sfida, mettersi alla prova con una meta importante, per imparare a vincere, intendendo con ciò il misurarsi con sé stesso, fino al confine delle proprie possibilità. Soltanto così, conoscendo il proprio limite, si comprendono anche le proprie potenzialità. Quando non c'è la consapevolezza di questi due elementi, un giovane, soprattutto se é da solo, se non é guidato, finisce per superare le proprie possibilità, fino a scegliere, più o meno consapevolmente, la strada della sfida estrema, la droga, la velocità folle, arrivando alle conseguenze drammatiche che la cronaca e l'esperienza privata di tanti propongono praticamente con tragica quotidianità ».

Così Il prof. Eligio Milano, presidente dell'associazione sintetizza l'analisi di fondo che, tredici anni fa, portò alla istituzione del Centro di Studi e di Promozione Culturale Alessandro Milano.

Il Centro ha sede presso il Liceo Linguistico di Courmayeur, si è costituito in data 28 maggio 1986 con atto notarile ed ha ottenuto il riconoscimento di ente di Diritto Privato nel giugno dello stesso anno.

Attualmente conta una cinquantina di iscritti e svolge tutte le attività previste dal suo Statuto: teatro, mostre e convegni, produzioni editoriali, borse di studio, pubblicazioni, progetti in campo sociale, collaborazioni con altri enti culturali.

L'analisi ispiratrice trova origine non solo nella incontestabile competenza ed esperienza professionale del presidente del Centro, ma anche nella tragica occasione della morte di Alessandro Milano, uno studente del Liceo Linguistico coinvolto come vittima in un incidente stradale, nel novembre del 1984.

Un fatto sul quale non solo ho molto riflettuto - afferma il presidente - ma che mi ha addirittura ossessionato nel tentativo di comprendere come alcuni ragazzi, sempre di più purtroppo, si ritrovino a sfidare la morte senza motivazioni nè ideologiche nè ideali. La storia, la letteratura (in particolare la poesia epica), testimoniano che si può scegliere anche la morte in nome di una profonda adesione a grandi ideali, ma questo esercizio stupido, inutile, incosciente della temerarietà fine a se stessa mi ha sempre sconvolto».

Il Centro di Studi e Promozione Culturale Alessandro Milano é partito da qui, dall'esigenza di capire il perché di questo atteggiamento distruttivo nei confronti della vita, e quindi dalla volontà di lavorare, nell'ambito delle possibilità concrete, affinché i ragazzi possano viceversa riempire la propria vita di significato, attraverso delle esperienze reali, profonde e profondamente umane, creando opportunità di impegno ben lontane e diverse da quel gusto decadente del provare tutto, assaggiare tutto, per poi annoiarsi in fretta di tutto.

È la vita ricca di significati di John Dewey, il quale affermava che «non é importante cosa tu faccia, con chi lo faccia, dove tu lo faccia; é importante che tu faccia qualcosa che ti riempia la vita»; uno dei concetti ai quali si é coerentemente riferita tutta l'esperienza professionale di educatore e di operatore culturale del prof. Milano.

L'ipotesi dunque di una istituzione che lavorasse secondo tali principi, e sviluppasse da questi dei progetti operativi, ha portato a trovare nel Liceo Linguistico di Courmayeur, una struttura sufficientemente elastica e malleabile da accogliere prima la costituzione del Centro e quindi ospitarne e sostenerne l'attività.

«Io ho sempre creduto - afferma ancora il prof. Milano - che la scuola dovesse essere oltre che un luogo dove si trasmettono delle conoscenze, soprattutto un luogo dove si costruiscono delle grosse proposte; la punta di diamante della ricerca nella comunità in cui si colloca ed opera, come centro democratico all'avanguardia del contesto in cui vive».

 Il pensiero moderno ha scoperto, ma non sempre applicato, il metodo vivo nell’insegnamento, e anche se tale elaborazione ha superato il mezzo secolo, resta comunque una proposta d’avanguardia a causa di un persistente conservatorismo, che nelle scuole vegeta insieme alle piante dei loro giardini o dei corridoi d’accesso alle aule.

 Purtroppo in molti ambiti l’educazione è ancora intesa come trasmissione nella mente dell’allievo, da parte dell’insegnante, di una conoscenza già sistematizzata, di tutta una serie di nozioni acquisite ed indiscutibili e perciò oggettive, per far passare le quali la mente dell’allievo deve essere formata tramite una progressiva spoliazione delle sue diversità da modelli standard.

 Al giovane si richiede un’abilità codificata da norme, infuse per osmosi, sino al raggiungimento del possesso della scienza.

Il Centro di Studi Alessandro Milano è, almeno a livello di tentativo, una critica radicale a questa concezione, perché ritiene la scienza come un processo progressivo (e sempre discutibile) e non come possesso; come una conquista dopo un itinerario anche duro ed impervio e non come fatto dato.

 Il riscontro è individuabile nel concetto dell’insegnamento e dell’educazione come condivisione pratica della ricerca della conoscenza, attraverso l’accomunamento delle menti e degli animi, come invenzione costante del metodo che si trova insieme nel fare ed infine come raggiungimento dello scopo a cui si ipotizzava di pervenire: è ben altro dalla trasmissione e dalla distribuzione dei contenuti di un paniere zeppo di astrattezze che volano tra le nuvole.

 I Pragmatisti americani indicavano il cammino con i termini di pursuit (perseguimento), discovery (scoperta) e invention (invenzione) per spiegare questa visione della conoscenza e di conseguenza la necessità di un insegnamento vivo, esplicato per progetti.

 È la ricerca nel cuore del reale, cioè nella concretezza materiale del dettaglio.

Per John Dewey «la realtà è infinito processo di sviluppo di cui i componenti sono le cose particolari, gli esseri singoli nelle loro infinite relazioni, i quali non si unificano mai, bensì interagiscono perennemente, trasformandosi e dando nascita a nuovi modi di essere».

Per gli uomini vi è un destino che non si ferma alla pura esistenza della vita; essi hanno il bisogno psicologico di sfidare il futuro, di progettare, di sognare una proiezione nel tempo, dirigendo l’azione verso la soluzione dei problemi, attraverso la conoscenza di ciò che li circonda, al fine di espandere, sempre di più la realtà.

 Se però il conoscere ed il fare si separano, la ragione genera mostri e spoglia l’individuo della sua originalità ed inimitabilità, del suo valore in quanto soggetto: le leggi astratte dell’economia divengono capaci di tollerare la fame, la malnutrizione, l’emarginazione dei più deboli; le ragioni dei principi assoluti giustificano le stragi e le guerre; il trascendente indefinito blocca il divenire e lo distorce sottraendolo a quell’azione quotidiana positiva e intelligente che ha la sua ragion d’essere soltanto nella concretezza di questo mondo.

 «Non ci può essere pensiero nel vuoto; non ci può essere un esercizio formale del pensare avulso da una partecipazione a una situazione vitale e pertanto problematica. Non si può insegnare a pensare se non si pongono i ragazzi a confronto con una realtà vivente» (John Dewey).

Attualmente l’Alessandro Milano opera prevalentemente lungo quattro direttrici operative:

 

1.    l'attività editoriale e culturale in generale 

conferenze, pubblicazioni e ricerche (su commissione e come attività propria specifica) nei campi della cultura, della Storia, dell'indagine sociologica negli ultimi anni ha portato pubblicazione di:

    · A futura memoria un volume doppio incentrato sulla storia della prima metà del nostro secolo

    · Un inferno di classe cronaca di due anni di attività culturale di una classe di scuola media

    · Processo al Diavolo , Levitazioni, Sei giornalisti in cerca di inchiesta e Le emozioni del disordine, Enig...noir, La Memoria debole, produzioni curate dal Centro per conto del «progetto Intra montes» in occasioni delle edizioni 1998-2003 del Noir in Festival di Courmayeur

2.    gli interventi nella scuola media di Courmayeur           

coordinando iniziative teatrali e culturali in genere, in alcune classi della scuola           

3.    l'attività teatrale    

prevalentemente attraverso il suo gruppo “Aulici Conversari”; è composto  da circa una ventina di persone, tra i 12 e i 50 anni, che da sette anni circa, almeno per i "veterani", lavorano insieme facendo teatro ma non solo.    
L’idea di base su cui si è realizzata la storia di questo collettivo è che sia possibile, interessante, piacevole e gratificante, produrre un’attività di lavoro teatrale, per gli stessi membri  prima ancora che per i pubblici ai quali si presentano. In quest’ottica, la “messa in scena” diventa uno dei tanti aspetti del lavoro complessivo del gruppo, che nell’attività generale di “costruzione” degli spettacoli, trova la sua ragion d’essere più profonda nel senso della "promozione culturale"

4.    la Scuola di Dolonne

È, in ordine di tempo, il più recente progetto attivato dall'Alessandro Milano: i membri del Centro la definiscono "la realizzazione umanamente perfetta di un sogno":

top

NEWS !!! 

Un impegno costante per la Pace, la Giustizia, la Libertà, la Dignità e la Memoria

NEWS !!! 

Un impegno costante per la Pace, la Giustizia, la Libertà, la Dignità e la Memoria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Articolo pubblicato sul settimanale valdostano "La Gazzetta Matin" di lunedì 17/05/2004                                                                          top

 

Aosta/ Al CCS Cogne terz’ultimo appuntamento della rassegna “Serate in allegria”

 

“Viaggiando” col teatro di “Aulici Conversari”

 

AOSTA – Sono stati gli Aulici Conversari di Courmayeur ad animare, sabato scorso, nel salone del CCS Cogne il terz’ultimo appuntamento della rassegna 2004 “Serate in Allegria”.  Il gruppo d’esperienza teatrale dell’Alta Valle ha presentato al pubblico la sua ultima fatica dal titolo Viaggiando, una produzione che, ispirandosi alla scusa del “viaggio”, appunto, ha proposto un’antologia di brani ispirati dalle più svariate fonti della storia della letteratura europea. Tutto comincia in uno scompartimento di treno occupato da alcuni ragazzi che trovano un libro, dimenticato (apposta?) da un professore appena sceso; da qui, tra una parola e l’altra, tra uno scherzo e l’altro, parte un viaggio che tocca Shakespeare (Re Lear) e Prévert, Neruda e Quasimodo, Palazzeschi ed Elouard, Goldoni (Le smanie per la villeggiatura) e Totò, Dario Fo (La Resurrezione di Lazzaro) e Stefano Benni, per concludersi con un’esilarante rivisitazione “in pillole” di Lisistrata di Aristofane. Il collettivo di Aulici Conversari è nato circa dieci anni fa come azione del Centro di Studi Alessandro Milano ; oggi è operativo nell’ambito delle attività della Scuola di Dolonne  e conta circa una decina di membri tra i 14 ed i 50 anni di età, secondo la filosofia propria del Centro, dell’incontro tra le generazioni attraverso esperienze di impegno comune.

È la seconda volta che il gruppo partecipa alla rassegna del CCS Cogne, che quest’anno ha visto il proprio “palinsesto” particolarmente aperto alla presentazione di artisti e relatori non necessariamente professionisti; <Volevamo – spiega Luciano Murari, presidente del Consiglio Direttivo – dare spazio a coloro che si dedicano per passione ad alcune attività, molte delle quali, tra l’altro, trovano proprio nelle diverse sezioni del CCS i luoghi nei quali essere coltivate, praticate e promosse>.

Una scelta premiata dai riscontri positivi ottenuti nel suo complesso dal programma, apertosi a febbraio, che ha presentato ben venticinque appuntamenti, e ha proposto iniziative che sono andate dai concerti alle serate danzanti, ai “racconti fotografici”, all’animazione; gli ultimi due appuntamenti venerdì e sabato prossimi con le corali del CCS-Cogne-CRER e di Verrès (14/5) e la musica tradizionale degli Spakkabrianza (15/5).